Il futuro dell’Ex Macello preoccupa la consigliera Vazzoler

La consigliera di maggioranza della lista Dolo democratica, Carlotta Vazzoler, ha prsentato nell’ultimo consiglio comunale un’interrogazione sul futuro dell’ex macello e ne spiega i motivi. ” Ho presentato un’interrogazione sull’immobile definito ‘Ex Macello – Antiche Scuderie’ di via Rizzo esternando le mie preoccupazioni oltre che quelle dei cittadini che mi hanno interpellata circa le recenti dichiarazioni sulla stampa dell’amministrazione di ‘cambiare destinazione d’uso’ (si parla di attività ricettiva con bar e piccola cucina) e di ‘esternalizzare la gestione’ mettendo di fatto in mano ad un soggetto terzo la struttura. Ho avuto modo durante la mia attività di Assessora di esternare la mia disapprovazione per questa operazione di dismissione del patrimonio pubblico che comporta la conseguente riduzione di spazi pubblici disponibili per i cittadini e per le Associazioni senza scopi di lucro verso una finalità commerciale per un business privato. L’operazione, vestita della parola ‘valorizzazione’, rischia di privare la nostra comunità di un immobile importante per il valore storico, culturale, sociale, educativo.
L’Ex Macello- ha proseguito la consigliera di maggioranza – è luogo deputato alla cultura, come lo conferma la sua attuale destinazione urbanistica che lo identifica come ‘Area per attrezzature di interesse comune – Centro Culturale’ e come testimoniano le diverse mostre, conferenze, dibattiti pubblici, laboratori, incontri con la cittadinanza che si sono alternati negli anni. Certo, in questi ultimi due anni è sparito il fermento soprattutto scolastico che era stato creato attorno alle ‘Antiche Scuderie’ e sono terminate le file di ragazzi che accompagnati dai loro maestri e professori, animavano questo centro e questa parte del paese abbracciata dal naviglio Brenta in uno degli scorci più belli del centro storico di Dolo. L’eventuale concessione dell’immobile per un lasso di tempo importante, che potrebbe anche voler dire 50 anni, come è citato nel ‘Regolamento per la gestione e l’alienazione del patrimonio Comunale’, priverebbe di fatto la comunità della fruizione libera di un bene per assecondare le esigenze di un operatore privato che naturalmente guarderà al suo profitto, prima di tutto. Se anche quest’area deputata a centro culturale, venisse utilizzata come bar e piccola cucina, cittadini e associazioni si vedrebbero privare di uno spazio che da sempre è deputato alla cultura e agli incontri sociali. Da tempo inoltre l’immobile non viene manutentato come si meriterebbe ed è lasciato andare ad un evidente degrado: erbacce, scritte sui muri, odori di muffa, pareti da imbiancare.
Ho chiesto che si possa concertare con i cittadini e con le associazioni culturali e sociali del paese questo cambiamento – ha concluso carlotta Vazzoler -pensando anche ad una soluzione alternativa per la valorizzazione dell’immobile che non lo veda ceduto a terzi, ma attivi invece un coordinamento fatto con le stesse associazioni, individuando un unico referente capofila tra le Associazioni culturali/sociali che dialoghi con l’Amministrazione trovando, con la condivisione necessaria, tanta buona volontà di tutti e le risorse umane del territorio disponibili, una soluzione sostenibile anche economicamente.
Se c’è la volontà, si trovano anche i fondi necessari per far ripartire questo luogo e farlo sentire appartenente alla comunità. La cultura è motore e volano per tutta la nostra economia”.

Lino Perini