FVG, ancora in dubbio l’Anas per la Newco della A4

Mentre procedono i lavori per la terza corsia

IL tempo stringe e tra pochi mesi in Friuli Venezia Giulia si andrà al voto per il rinnovo del consiglio regionale per cui l’attività della giunta presieduta da Debora Serracchiani si sta facendo decisamente frenetica sui vari fronti, primo fra tutti quello delle infrastrutture che per la presidente era uno dei principali ambiti su cui operare durante il suo mandato.

Due gli obiettivi sui quali Serracchiani sta cercando ora di raggiungere: completare il percorso per la costituzione della Newco che andrà a rilevare la concessione attualmente in capo ad Autovie Venete (peraltro già scaduta lo scorso 31 marzo) della Venezia – Trieste e, non certo secondario, il proseguimento dell’iter per quanto riguarda i lavori dei restanti lotti della terza corsia.

Obiettivi non da poco, soprattutto quello riguardante la Newco in considerazione del fatto che, se sono certe le presenze nella nuova società delle regioni Fvg e Veneto, appare ancora piena di incertezze la possibile adesione di Anas, che, tra l’altro, si tratterebbe di una partecipazione non da poco, tenuto conto che dovrebbe impegnarsi per coprire buona parte dei circa 200 milioni necessari per liquidare i soci privati dell’attuale SpA.

La presidente Serracchiani, nella recente audizione tenutasi nella prima commissione regionale (di cui abbiamo dato ampio resoconto), ha garantito, a dire il vero, che “la commissione europea ha dato parere positivo all’ingresso di Anas nella Newco”, poichè, aveva precisato ” in merito alla posizione dell’Europa e alla fusione tra Ferrovie dello Stato e Anas, una delle motivazioni per cui la Commissione europea ha dato la possibilità ad Autovie venete di procedere lungo il percorso indicato dalla Regione è che, sia nel caso di una partecipazione diretta sia indiretta, Anas rimanga una società interamente pubblica”.

Le incognite comunque rimangono, anche perchè, ad oggi, sembra che non ci siano stati ulteriori passi avanti rispetto alle problematiche aperte, per cui rimane sempre attuale anche il cosiddetto “piano B”, ovvero una Newco costituita unicamente dalle due regioni, con il Fvg che dovrebbe necessariamente farsi carico della quota prevista per Anas che potrebbe, nel caso, entrare in un successivo momento.

Una ipotesi che la stessa Serracchiani ha avuto modo di prospettare, sollevando le ire dei partiti di opposizione, in particolare del capogruppo di Forza Italia Riccardo Riccardi il quale (da sempre critico rispetto all’operazione intrapresa dalla Regione che, di fatto, “consegnerebbe – a suo dire – la nuova società nelle mani sia di Anas che del Ministero togliendola al controllo della regione”) sa che questa sarà una vera e propria “patata bollente” per coloro che andranno ad amministrare la regione dalla primavera del prossimo e nulla esclude che possano essere le forze del centrodestra.

Se lo scenario Newco al momento appare ancora nebuloso, più chiaro sembra esserlo quello relativo alla terza corsia, in particolare quello riguardante i lavori del tratto che va da Gonars ad Alvisopoli, in terra veneta, in carico alle imprese Pizzarotti e De Eccher. Al riguardo sono stati resi noti i dettagli tecnici relativi al nuovo ponte sul fiume Tagliamento, ovvero l’opera più importante del lotto: trentotto pile (enormi piloni ognuno dei quali è composto da 8 pali del diametro di 1 metro e mezzo) infisse nel terreno fino a 75 metri di profondità; 1.186 conci (gigantesche strutture dalla forma di trapezio rovesciato) del peso di 90 tonnellate l’uno; due impalcati affiancati lunghi un chilometro e mezzo sul quale passerà l’autostrada.

In parallelo alla costruzione del ponte (in realtà le strutture sono due, una per carreggiata) anche i lavori lungo l’intera tratta – 26 chilometri complessivamente – autostradale dove è previsto l’allargamento a tre corsie proseguono rapidamente: dalla costruzione del rilevato alla deviazione dei canali necessaria per consentire l’intervento (in questo caso l’acqua viene convogliata all’interno di speciali condotte che ne spostano temporaneamente il corso), fino allo spostamento delle interferenze (gas, elettricità, cavi per il trasporto dati).

Intanto, nella mattinata di mercoledì la presidente Debora Serracchiani, nella veste di commissario straordinario per l’emergenza in A4, ha firmato il decreto di approvazione della progettazione esecutiva del primo sub lotto (sono complessivamente tre) del secondo lotto (tratto San Donà di Piave – Alvisopoli) dei lavori per la realizzazione della terza corsia della dell’autostrada A4.

Il tratto, di circa 9 chilometri, progettato interamente da Autovie Venete, si sviluppa da Portogruaro in direzione Est verso Alvisopoli. Per l’esattezza dalla progressiva chilometrica 451 + 021 alla progressiva chilometrica 459 + 776 dell’autostrada, interessando anche i territori dei Comuni di comuni Teglio Veneto e Fossalta di Portogruaro. L’investimento complessivo per questo intervento è di 172 milioni di euro – comprensivo degli oneri per la sicurezza, gli espropri, lo spostamento delle interferenze – mentre l’importo a base d’asta è di 106 milioni di euro. Ben 23 milioni di euro sono riservati agli interventi di tipo ambientale.

Oltre a prevedere l’allargamento della sede autostradale e la realizzazione di 16 opere strutturali tra ponti, sottovia e cavalcavia, il primo sub lotto comprende anche la realizzazione del canale di gronda Fosson-Loncon nei comuni di San Stino di Livenza e Annone Veneto, anticipando quindi parte delle opere inizialmente previste nel terzo sub lotto in modo da dare immediata risposta alle problematiche di carattere idraulico dei territori attraversati.

Considerato che il tratto Alvisopoli-Gonars è già in fase di esecuzione e che dopo l’estate verrà attivato anche il cantiere del primo sub lotto del quarto lotto da Gonars a Palmanova, “entro l’inizio del 2022 – ha precisato Maurizio Castagna – tutto il tratto Portogruaro-Palmanova, il più critico e congestionato della A4, potrà contare su tre corsie di marcia, mettendo così l’autostrada in grado di reggere agevolmente i flussi di traffico in costante crescita. Sul tratto Quarto D’Altino-San Donà di Piave, infatti, dove la terza corsia è stata già costruita, la circolazione è sempre fluida e anche gli incidenti sono drasticamente diminuiti”.

In sostanza dopo questi lavori per il definitivo completamento della terza corsia rimarrà da realizzare il tratto di una ventina di chilometri da Portogruaro a San Donà di Piave i cui tempi di esecuzione però sono un mistero in quanto, diversamente da quanto previsto nella revisione del piano finanziario vale a dire la realizzazione entro il 2023, nell’ultimo bilancio di Autovie Venete sono stati racchiusi nel periodo tra il 2025 e il 2031, alla pari del terzo stralcio del quarto lotto, quello da Palmanova a Villesse.

Il Cda della società, nel frattempo, ha preso atto della misure del “pacchetto sicurezza” predisposto in collaborazione con la Polizia Stradale per ridurre l’incidentalità lungo i 26 chilometri di A4 interessati dai lavori per la realizzazione della terza corsia.
“Azioni – ha spiegato il presidente e ad Castagna – alle quali si affiancherà un rafforzamento del controllo del tratto autostradale da parte delle pattuglie della Polstrada e un potenziamento dell’informazione all’utenza, con particolare attenzione agli autisti dei mezzi pesanti. Stiamo facendo una serie di incontri con il Porto di Trieste, gli autoporti e gli interporti – ha aggiunto – per individuare le modalità più efficaci di distribuzione degli aggiornamenti sulla viabilità autostradale anche in queste strutture, punto di partenza e di arrivo dei mezzi pesanti, buona parte dei quali utilizza l’autostrada”.

Già installati, sempre nel tratto di cantieri tre nuovi autovelox che vanno ad aggiungersi ai due già esistenti. Gli strumenti di misurazione della velocità, in direzione Trieste sono stati installati uno tra l’area di servizio di Fratta e il Ponte sul Tagliamento e due nel tratto fra Latisana e San Giorgio di Nogaro, mentre in direzione Venezia gli autovelox attivi sono fra San Giorgio di Nogaro e Latisana. A questi interventi, ne seguiranno altri, ancora in fase di perfezionamento, compresa l’installazione di ulteriori autovelox (saranno dieci per direzione sui 26 chilometri di cantiere fra Alvisopoli e Gonars).

Lucio Leonardelli