In Fvg gli “incastri” con le politiche di marzo rendono ancora poco chiaro lo scenario per le prossime elezioni regionali

Riccardo Riccardi pare che in questi giorni sia impegnato a sfogliare la margherita per capire se alla fine sarà lui o no il candidato del centrodestra alle prossime regionali del Fvg. L’incertezza che regna all’interno della coalizione, infatti, è tale che non si riesce ancora ad avere un quadro chiaro anche se ciò dovrebbe avvenire a giorni, non appena si chiuderanno i giochi per le candidature delle politiche.

Si tratta di un gioco ad incastri in cui si è inserita ora l’ultima incognita legata alle pretese di Noi con l’Italia, la cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra che sotto l’insegna dello scudocrociato di democristiana memoria raccoglie l’Udc di Lorenzo Cesa, gli ex alfaniani guidata da Maurizio Lupi e il movimento di Raffaele Fitto, oltre che quello di Flavio Tosi e la parte di Scelta Civica guidata da Enrico Zanetti.

Ebbene, la partita legata alle spartizioni dei collegi ha fatto sì che su questo versante ci sia stata una presa di posizione che, in qualche modo, ha coinvolto anche il Friuli Venezia Giulia perchè ritenendo di “essere trattati con poca dignità” (ahinoi, parliamo sempre di poltrone…..) i “quartagambisti” hanno minacciato di correre da soli, azzardando anche l’ipotesi di presentare Renzo Tondo per la corsa alla presidenza della regione ancorchè l’albergatore carnico, sostenuto strenuamente da Raffaele Fitto, abbia già pronte le valigie per tornarsene, a distanza di 5 anni, in Parlamento.

Probabilmente finirà proprio così dato che viene difficile pensare a corse solitarie di un raggruppamento che, al momento, non si sa se nemmeno raggiungerà il 3 per cento il prossimo 4 marzo, per cui è chiaro che con qualche collegio in più tutto si sistemerà, per la felicità di tutti, compresa quella proprio di Riccardo Riccardi.

L’esponente di Forza Italia, infatti, è più che mai in pole position per assumere la leadership del centrodestra nella sfida per il dopo – Serracchiani, forte soprattutto del fatto che ha dalla sua tutto l’apparato che conta dei berlusconiani e il gradimento di buona parte della coalizione, compresa anche Fratelli d’Italia che dovrebbe “accontentarsi” del collegio parlamentare blindato per Luca Ciriani, peraltro a braccetto per tutto il giorno con Giorgia Meloni in occasione del recente congresso nazionale di Bologna.

Le “tessere”, quindi, si stanno lentamente incastrando, tanto più che Massimiliano Fedriga non avrebbe alcuna voglia di scendere nell’agone regionale, preferendo invece un posto ben più comodo nella Capitale dove, se dovesse vincere il centrodestra, in quanto capogruppo uscente della Lega potrebbe ritagliarsi un posto di Governo o sottogoverno.

Da parte sua Riccardo si starebbe già muovendo per definire al dettaglio il programma che la coalizione ha già messo a fuoco e per individuare la squadra che lo affiancherà in caso di successo, peraltro molto probabile stando ai sondaggi, della quale dovrebbe far parte anche Alessandro Colautti che, a seguito del patto di ferro stretto con Renzo Tondo, dovrebbe guadagnarsi il ritorno in regione per poi occupare o un posto in giunta oppure quello di presidente del consiglio regionale.

E’ presto, comunque, per azzardare ancora ipotesi di questo tipo, anche perchè, diversamente dalle altre regioni, in Friuli Venezia Giulia non ci sarò l’election day e si andrà quindi a votare in una domenica successiva, probabilmente il 29 aprile. Una scelta contestata dal centrodestra, anche alla luce di quanto fece nel 2008 Riccardo Illy che allora unì le due scadenze elettorali (poi perse contro Renzo Tondo), ma in questo caso la giunta è stata irremovibile, al punto che Debora Serracchiani, che non ha alcuna intenzione di dimettersi prima, si candiderà per le politiche da Presidente in carica, lasciando nel frattempo il suo vice Sergio Bolzonello a farsi la sua campagna elettorale.

Ciò con la speranza che scindere i due appuntamenti con le urne possa consentire al centrosinistra di recuperare lo svantaggio che sembra avere attualmente rispetto sia al centrodestra che, addirittura, al Movimento 5 Stelle, seppur quest’ultimo non abbia ancora indicato alcun nominativo per la candidatura a presidente essendo impegno con le grane delle “parlamentarie”.

Lucio Leonardelli