In Fvg procede la terza corsia

Mentre sulla costituzione della Newco continuano ad esserci ancora molte incognite

Con la pubblicazione del bando di gara (di cui abbiamo dato anticipazione domenica scorsa) relativo al primo dei tre sub-lotti del secondo lotto – quello che si estende per 9 km da Portogruaro (intersezione A28) fino ad Alvisopoli per congiungersi al terzo lotto in fase di realizzazione – è stato messo un ulteriore tassello ai lavori relativi alla terza corsia sulla A4 Venezia – Trieste per la quale, sino ad oggi, è stato già completato (dopo essere stato avviato durante la giunta Tondo) il primo dei quattro lotti ovvero il tratto da Quarto d’Altino fino a San Donà di Piave.

Se tutto va come previsto, rispetto alle tempistiche previste – le imprese interessate dovranno presentare domanda entro il 12 ottobre – l’assegnazione dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno, prima che si concluda la gestione commissariale in capo alla presidente del Fvg Debora Serracchiani la quale, stando ad indiscrezioni provenienti da fonti regionali, starebbe cercando di ottenere da parte del Governo una proroga di 6 mesi necessaria per dare il via anche ai lavori evitando quindi che ciò avvenga con la gestione ordinaria.

Il Ministro Graziano Delrio, peraltro, come già avvenuto per la Pedemontana Veneta allorchè ha cancellato la gestione commissariale affidando l’opera alla Regione Veneto, sembrerebbe poco restìo a concedere il rinnovo del commissario per l’emergenza, figura istituita nel 2008 dall’allora Governo di Silvio Berlusconi, essendosi del resto già dichiarato in questo senso in più occasioni, per cui sarà da attendere ora se potrà esserci o meno l’eventuale proroga, per poi verificare come si intenderà proseguire con il resto dei lavori.

Ciò tenendo conto che ad oggi mancano il quarto lotto Gonars – Villesse (ancorchè il primo dei tre stralci previsti sarebbe prossimo ad essere avviato da parte della cordata guidata dalla Cmb di Carpi che si era aggiudicata la gara ancora nel 2014, mentre l’incertezza rimane per il secondo stralcio e, soprattutto, per il terzo da Palmanova a Villesse che è previsto dopo il 2025 e che rischia di non essere realizzato essendo ritenuto ininfluente rispetto al traffico) e gli altri due sub-lotti del secondo lotto, previsti nel bilancio di Autovie nel periodo compreso tra il 2025 e il 2031.

Una gestione ordinaria renderebbe probabilmente più complicato il prosieguo (si consideri che la presidente Serracchiani nel periodo in cui il ruolo di commissario era in capo a Renzo Tondo prima e a Riccardo Riccardi poi si era esplicitamente più volte detta contraria a tale figura), se non altro per la possibile velocizzazione degli aspetti burocratici, al di là del fatto che, conti alla mano, non è che sia stata tale nella fase commissariale, soprattutto per gli intoppi derivanti nei rapporti con i comuni e, più in generale, con le richieste provenienti dal territorio.

A tutto ciò va ad aggiungersi, è non è certo irrilevante, la questione relativa alla prevista Newco che dovrebbe, se realizzata, subentrare all’attuale Autovie Venete, con una nuova concessione che arriverebbe, almeno queste sono le aspettative, fino al 2035, sulla base anche del protocollo firmato nei mesi scorsi al Ministero delle Infrastrutture con Delrio dalla stessa Serracchiani e, per conto della Regione Veneto, dall’assessore alle infrastrutture Elisa De Berti.

C’è da dire che, ad oggi, su questo fronte le incognite sono ancora diverse, pur considerando che nello scorso mese di luglio Debora Serracchiani ebbe a dichiarare che “non sussistono motivi per precludere la partecipazione di Anas alla newco per cui sarà possibile la creazione di una società in house interamente pubblica che assicuri il rinnovo senza gara della concessione dell’autostrada A4 Venezia-Trieste ad Autovie Venete, appunto con il coinvolgimento di Anas.”

Una notizia che era emersa dopo un confronto tra Ministero delle Infrastrutture e Commissione europea con il chiarimento da parte di quest’ultima che la società in house deve essere al 100% pubblica e non “prevalentemente pubblica” per cui l’integrazione di Anas nel Gruppo FS Italiane, che aveva sollevato qualche perplessità rispetto alla presenza di Anas nella Newco, “sarebbe tale – aveva sottolineato la presidente del Fvg – da far sì che la società delle strade diventi una società partecipata indirettamente da una società a sua volta partecipata al 100% dallo Stato”.

In merito, a quanto sembra, non ci sarebbero stati fino ad oggi però particolari passi avanti, pur considerando che pochi giorni fa Il Gazzettino, con un articolo del sempre ben informato Maurizio Bait, ha dato notizia di un incontro riservato che si sarebbe tenuto a Roma tra esponenti dei Ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture e la Regione Fvg nel quale, secondo l’inviato del quotidiano, sarebbe stata “trattata una via d’uscita per la gestione in house”, anche se da parte del Mef ci sarebbero ancora “posizioni di estrema prudenza” che però non dovrebbero precludere l’ipotesi di una possibile soluzione su cui ci saranno ulteriori approfondimenti a settembre.

Due le questioni sul tappeto, oltre a quella di fondo circa la possibilità di Anas di far parte della Newco: la consistenza azionaria, inizialmente prevista attorno al 42%, delle società delle strade e la questione del “controllo analogo” che, sempre secondo quanto scritto da Bait, non rimarrebbe unicamente in capo al Ministero delle Infrastrutture e, quindi, di Anas com’era precedentemente emerso, ma andrebbe in capo ad un “collegio composto, in maniera paritaria, da esponenti dei Ministeri e delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto”.

Resta il fatto che il tempo passa e il percorso per addivenire alla costituzione della nuova società – ancorchè vi sia una sorta di deroga triennale successiva alla concessione scaduta ad Autovie Venete lo scorso 31 marzo – per cui nulla appare facile rispetto ad una soluzione, peraltro di per sè già difficile in partenza, che dovrebbe comunque servire a bypassare la temuta ipotesi di una gara internazionale per la concessione, cosa che ovviamente nessuno vorrebbe e che passa appunto attraverso la possibile realizzazione di una società totalmente pubblica che, per mal che vada, ed è questo il famoso “piano B” di Debora Serracchiani, potrebbe avere la presenza, almeno in un primo momento, delle sole due Regioni, con il non facile impegno di reperire i circa 200 milioni necessari per liquidare i soci privati della attuale SpA.

Senza dimenticare che in tutto questo scenario si inserisce anche l’ormai quasi imminente appuntamento con le elezioni regionali che di certo influenzerà in un modo o nell’altro anche questo delicato tema, alla luce soprattutto delle diverse prese di posizione manifestate dal centrodestra, soprattutto dal forzista Riccardo Riccardi, e anche dal Movimento 5 Stelle, timorosi che quanto già deliberato dalla giunta regionale rispetto alla Newco, in cui si prevede l’affidamento del ruolo di Ad un esponente di Anas, metterebbe in “mani romane” quella che ad oggi è tra le società strategiche del Fvg, unitamente al Porto e all’Aeroporto di Trieste.

Lucio Leonardelli