FVG, prove di unione per il centrodestra, a sinistra si attende la Serracchiani

All’appello lanciato da Sandra Savino, coordinatore regionale di Forza Italia, c’erano veramente tutti, compreso Luigi Ferone in rappresentanza del partito dei Pensionati, colui che passò agli onori delle cronache politiche per essere diventato a suo tempo consigliere regionale per puro caso, con una manciata di voti. Un centrodestra che ha inteso riunirsi a Trieste per dare vita a quella sorta di “laboratorio” che nelle intenzioni dei suoi proponenti dovrebbe essere la chiave per ritornare alla guida della regione alla stregua di quanto avvenuto nel capoluogo giuliano con la vittoria di Roberto Dipiazza.

Sul tavolo, oltre alla manifesta volontà di rimanere uniti per non perdere quella che sembra essere un’occasione quanto mai alla portata per vincere, idee e proposte per stilare un programma che trovi un’adesione comune, “anche perchè – ha spiegato la deputata Savino – fondamentale ora è proprio mettere giù un programma che metta in luce le contraddizioni e gli errori fatti dall’attuale maggioranza di centrosinistra e trovare quindi i punti che ci consentiranno di stare insieme, dopodichè parleremo anche di chi dovrà guidare la coalizione”.

Nessun nome ufficiale per il leader, quindi, anche se difficilmente si discosterà da quelli ormai già ampiamente emersi ovvero il forzista Riccardo Riccardi, il leghista Massimiliano Fedriga e l’ex presidente della regione Renzo Tondo, ancorchè quest’ultimo, essendo attualmente oltre che capogruppo di Autonomia Responsabile (la lista civica autonomista che lo supportò nelle elezioni scorse) anche esponente del gruppo che fa riferimento a Raffaele Fitto non pare avere la forza necessaria per un supporto concreto alla sua candidatura, quantomeno diversamente dagli altri due.

La sensazione, comunque, è che la partita si possa giocare anche sui tavoli romani e si possa incrociare con altre scelte in ambito nazionale, pur considerando che nel 2008, quando vi fu la candidatura forzata dell’allora Lady della Lega Alessandra Guerra, benedetta da “visitors” romani del Polo della Libertà, il centrodestra perse la regione proprio conseguentemente a scelte che vennero fatte altrove piuttosto che in Friuli Venezia Giulia.

“Non abbiamo parlato volutamente di nomi per ora – ha però sottolineato Sandra Savino – e siamo comunque dell’avviso che ogni indicazione dovrà venire in sede regionale e già l’essersi trovati tutti assieme ha dimostrato che il centrodestra è unito ed è intenzionato a fare sintesi sia sui contenuti che sul metodo con cui portarli avanti in vista dell’appuntamento del prossimo anno.”

Per tutti, l’obiettivo principale come comun denominatore è quello di contrastare le politiche della giunta Serracchiani in tema di riforme, immigrazione e sanità, “per cui – ha aggiunto l’esponente di Forza Italia – ognuno che si riconosca su questa linea è ben accetto”. E il riferimento, probabilmente, è per Autonomia Responsabile, l’unico soggetto non presente a questo tavolo, sulla cui possibile partecipazione c’è stato il veto di Massimiliano Fedriga “in quanto – aveva anticipatamente sottolineato il capogruppo dei deputati leghisti nonchè segretario regionale – chi sta con il governo a Roma non può certo stare in squadra con noi a meno che non ci sia una precisa e chiara presa di distanza dalle posizioni di Angelino Alfano”.

Il fatto è che in Fvg gli esponenti di Ap, principalmente Alessandro Colautti (dato per possibile candidato alle comunali di Udine) e Paride Cargnelutti, in consiglio regionale siedono nei banchi dell’opposizione e sin dall’inizio della legislatura, allorchè erano stati eletti però con altre liste, hanno contrastato l’attuale maggioranza, contribuendo anche a dare man forte alle vittorie conseguite nel centrodestra nelle recenti amministrative ovvero a Trieste, Pordenone e, da ultimo, Gorizia.

Resta quindi da capire se e cosa decideranno i due più autorevoli degli “alfaniani” i quali,secondo indiscrezioni, potrebbero a breve allontanarsi da Ap e avvicinarsi se non a Forza Italia ad Autonomia Responsabile, il gruppo guidato da Renzo Tondo, di cui fa parte anche Valter Santarossa, referente regionale del movimento di Stefano Parisi Energie per l’Italia.

Presente al tavolo anche Sergio Bini, l’imprenditore udinese che ha dato vita al movimento Progetto Fvg, che pure ha avanzato una sua possibile candidatura per la guida della regione che, a suo dire, dovrebbe passare attraverso le primarie del centrodestra, allargando il più possibile la base di quanto volessero dare al riguardo il loro contributo.

“Al momento – ha detto Fedriga – è inutile affrontare tali questioni mentre è fondamentale gettare le basi per un progetto comune che ci porti nuovamente alla guida della regione e credo che l’inizio del percorso che abbiamo intrapreso non possa che essere positivo”.

Fiducia dunque e unanimità d’intenti, in attesa del prossimo incontro, mentre domenica 1 ottobre a Torsa di Pocenia, nella bassa friulana, si potrà avere già una idea ancora più precisa su questa volontà di lavorare assieme allorchè, su iniziativa del giornalista Gianfranco Leonarduzzi, si terrà un incontro dibattito su “Verso le regionali 2018” al quale dovrebbero intervenire Bini, Riccardi, Fedriga, Colautti e Luca Ciriani, quest’ultimo in rappresentanza di Fratelli d’Italia.

Casualità ha voluto che mentre il centrodestra ha dato il via alla sua “fucina” a poca distanza, sempre a Trieste, nell’elegante scenario d’elite di Portopiccolo (scelta su cui molti esponenti della sinistra hanno sogghignato e criticato) Matteo Renzi ha presentato il suo libro, intervistato dal direttore de Il Piccolo Enzo D’Antona, affrontando tutti i principali temi di carattere nazionale che oggi animano il dibattito tra le forze politiche, senza però intervenire più di tanto sulla situazione presente e futura in Friuli Venezia Giulia.

“Non spetta a me – ha detto – dire oggi cosa dovrà essere fatto ma sarà il partito in regione a fare le proprie scelte, così come avvenuto in Sicilia, e sono certo che le farà nel giusto modo, in contatto non solo con i dirigenti ma soprattutto con i militanti e la base”. Il segretario Pd ha glissato sulla domanda che era senza dubbio la più attesa ovvero che ne sarà di Debora Seracchiani, rispondendo che “il suo futuro è nelle sue mani e in quelle del Pd regionale, per cui qualsiasi decisione spetta e spetterà a lei”.

E se nelle prime intenzioni ogni dubbio avrebbe dovuto scioglierlo entro luglio, la presidente del Fvg ha poi spostato l’atteso annuncio a settembre, ma è pur vero che tutti le stanno facendo fretta perchè dalla sua scelta dipendono poi quelle che saranno le eventuali alternative per il centrosinistra, tenuto conto che se Sergio Bolzonello, colui che sembra essere il favorito principale, scalpita e si sta muovendo in regione a 360 gradi (nonostante i veti posti alla sua candidatura da Sel e Mdp che hanno già annunciato la decisione di non appoggiarlo), pare che stiano salendo le quotazioni sia di Cristiano Shaurli e di Alberto De Toni, per una possibile sfida interna che il Pd, a dire il vero, vorrebbe evitare al fine di non rischiare possibili ulteriori fratture che allargherebbero ulteriormente il divario che già ci sarebbe attualmente tra le due principali coalizioni, con quella di centrodestra che parrebbe largamente in vantaggio.

Lucio Leonardelli