In FVG il dopo Referendum fa rinascere la voglia di Provincia

Il Presidente della Provincia di Udine Fontanini chiede il blocco della legge regionale che abolisce gli enti in quanto anticostituzionale

In Friuli Venezia Giulia l’esito del referendum di domenica scorsa ha riportato al centro del dibattito politico l’avvenuta abolizione delle province. A farsene portavoce è Pietro Fontanini, già parlamentare oltre che presidente della regione, attualmente al vertice, in quota Lega Nord, della provincia di Udine il quale ha indirizzato alla presidente della Regione Debora Serracchiani, al presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop e ai capigruppo in Consiglio regionale una nota in cui chiede di “avviare con la massima urgenza un’iniziativa legislativa volta a riconsiderare il ruolo e le funzioni delle Province nel sistema ordinamentale della nostra regione, interrompendo il processo in corso.

Per non alimentare un immotivato aggravio di costi e ulteriori disagi ai cittadini nonché scongiurare possibili contrapposizioni in sede giudiziaria”. Sollecitazione che deriva, appunto, dal risultato del referendum costituzionale, per la parte in cui viene confermata la presenza delle Province nell’ordinamento della Repubblica, e ha il carattere dell’urgenza in quanto la legge regionale riguardante la “Soppressione delle Province del Friuli Venezia Giulia”, approvata dal Consiglio regionale il 24 novembre scorso, sarà promulgata entro la settimana. “Poiché è impossibile sospendere la promulgazione delle legge – spiega Fontanini – serve un atto urgente che la superi poiché risulta lesiva dei diritti costituzionali riservati e confermati alle Province”. Fontanini fonda la sua richiesta sui contenuti della Costituzione e in particolare sugli articoli 5 e 114.
“La norma regionale che prevede l’avvio del procedimento di soppressione delle Province di Gorizia, Pordenone e Trieste dal prossimo 1° gennaio 2017 e di quella di Udine, al termine del proprio mandato elettivo, risulta difforme dall’articolo 5 della Costituzione, nella parte in cui ‘la Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali’, e dall’articolo 114 della Costituzione che attribuisce alle Province il ruolo di enti autonomi, costitutivi della Repubblica, dotati di propri statuti, poteri e funzioni”. Il presidente richiama poi anche gli articoli 1 e 4 dello Statuto del Fvg che fanno riferimento ai principi generali della Costituzione per ricordare “i limiti entro cui la Regione può esercitare la propria potestà in materia di ordinamento degli enti locali e, segnatamente, il rispetto di quei principi costituzionali a cui soggiace anche il legislatore statale”. Concludendo che “vi sono tutti i presupposti per ritenere incostituzionale la legge regionale 164. E’ indispensabile un atto da parte della Regione che ripristini le Province e attribuisca loro funzioni.

Diversamente, il caso del Fvg e del superamento delle Province sarà portato all’attenzione del nuovo Governo”. Sul caso interviene anche il consigliere regionale di FI Rodolfo Ziberna (il quale ha formalizzato la sua candidatura a Sindaco di Gorizia per le amministrative del prossimo anno, ndr) secondo il quale “autorevoli costituzionalisti ritengono che obblighi di coerenza costituzionale impongano al Friuli Venezia Giulia di ripristinare l’ente provincia. Ma come fare quando i buoi sono già scappati dalla stalla, ovvero quando la regione ne ha scippato l’80 % delle competenze sottraendole al territorio, i dipendenti sono già transitati prevalentemente alla regione, ed ha già creato ben diciotto miniprovince che costano di più e che hanno abbassato la qualità dei servizi?”.

Al posto delle province sono state infatti create 18 Uti (Unioni Territoriali) tra comuni, che hanno già provocato molteplici prese di posizione da parte di sindaci di entrambi gli schieramenti e, di conseguenza, notevoli malumori nei confronti dell’attuale giunta Serracchiani.

Lucio Leonardelli