In FVG è scontro sulla Newco per la A4 con il Senatore del PD Sonego che attacca la Regione

Una polemica infinita

Non accenna a placarsi in Friuli Venezia Giulia la polemica sollevata dal centrodestra nei confronti della giunta regionale in merito alla costruzione della Newco che andrà a sostituire l’attuale Autovie Venete nella concessione della A4 Venezia-Trieste oltre che della A28 Portogruaro-Conegliano, della A34 Villesse – Gorizia e del tratto della A23 Palmanova – Udine Sud. Nel mirino è l’attribuzione all’Anas della figura di Ad nella nuova società in cui la stessa Anas avrà una quota non superiore al 43%, mentre il Fvg – cui spetteranno 3 dei 5 consiglieri, tra cui il presidente – non superiore al 53% e il Veneto il 6%.

Per il centrodestra, che ha rimarcato in modo unanime le proprie posizioni, “la decisione di lasciare l’Ad all’Anas, e quindi la governance della società sarebbe una vera e propria svendita all’Anas della società, che andrebbe a ledere anche i principi dell’autonomia regionale”.

In attesa comunque che la questione arrivi in consiglio regionale dopo che l’esponente di Fratelli d’Italia Luca Ciriani ha richiesto che venga messa all’esame della prima commissione, a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato il senatore Lodovico Sonego, esponente dell’ala bersaniana del Pd, già assessore regionale alle infrastrutture nella giunta guidata da Riccardo Illy, il quale ha preso una durissima posizione nei confronti di quanto deciso dalla giunta guidata dalla sua collega di partito Debora Serracchiani.

Sonego, peraltro, già in altre occasioni s’era espresso in modo alquanto critico nei confronti di alcune scelte della maggioranza di centrosinistra che guida dal 2013 la regione, ma in questo caso ci è andato giù in modo decisamente pesante tanto, secondo quanto uscito dal Palazzo, da far sussultare dalla sedia la presidente, prima ad essere messa sotto accusa dal senatore pordenonese in quanto regista dell’operazione.

“La nascita e lo sviluppo di Autovie Venete – ricorda Sonego nel suo dossier con il quale chiede esplicitamente che venga cambiata l’intesa per tutelare l’interesse della comunità regionale – sono una testimonianza emblematica dell’uso intelligente e lungimirante dell’autonomia della Regione Friuli Venezia Giulia. Autovie Venete e la A4 nascono, quando nessuno voleva sentire a costruire autostrade in regione, come grande progetto di modernizzazione e crescita del Fvg, funzione effettivamente svolta. Chi non conosce la storia del Fvg – aggiunge, quasi riferendosi indirettamente alla ‘romana’ Serracchiani – non riesce ad apprezzare il significato reale e simbolico che la concessionaria autostradale ha per la crescita civile ed economica ma anche per l’unità della comunità regionale”.

Intervenendo poi nel merito del protocollo del 16 dicembre dello scorso anno siglato dalle due regioni e da Anas, Sonego rileva che ” tale protocollo che impegna la Regione FVG è precisissimo per alcuni aspetti, troppo generico per altri, a tratti è confuso ed abborracciato, e traspare sempre moltissima improvvisazione anziché la necessaria professionalità.” Aggiunge quindi che “documenti di tale rilevanza vengono sempre stesi con il supporto di advisor e importanti studi legali chiamati a tutelare ciascuna delle parti: certo questo non è il caso. L’intesa approvata dalla Giunta regionale il 16 dicembre è stata definitivamente firmata dalle parti a tempo di record il 21 dicembre”.

Sono 12 i punti sui quali l’esponente di Palazzo Madama richiama l’attenzione, partendo dal fatto che “non c’è stata alcuna discussione pubblica e trasparente, al punto che – scrive – persino la Giunta regionale ha approvato l’intesa senza il dovuto approfondimento. Il governo regionale ha infatti licenziato la delibera numero 2429/2016 senza che essa sia stata preventivamente e pubblicamente iscritta all’ordine del giorno e quindi nessun membro della Giunta si è potuto preparare alla discussione di un argomento tanto sensibile che ha conosciuto solo nel momento di alzare la mano”.

Si evidenzia quindi da parte di Sonego “i tempi irragionevolmente brevi decisi dalla giunta regionale per la costituzione entro gennaio della società” e, soprattutto, chiede, considerato che il Protocollo stabilisce in modo preciso il peso azionario che i tre soci avranno della nuova concessionaria, “chi ha stabilito tali proporzioni? Quali sono stati i criteri tecnici impiegati per dirimere una grande questione economica che implica enormi risorse pubbliche?”.

“Coloro che hanno approvato il Protocollo – sottolinea – hanno il dovere, non solo politico, di rendere pubblici i criteri in parola, e in casi come questo l’azionista, tanto più se è pubblico, si fa assistere da un advisor. E’ accaduto così per la Regione Friuli Venezia Giulia che è proprietaria del 73,36% di un’azienda che nel 2007 veniva stimata 450 milioni? La Regione renda di dominio pubblico gli elaborati tecnici che giustificano i futuri pesi azionari, suggerisco di apprezzare con prudenza i risvolti civilistici, penali ed erariali dell’argomento”.

Altri punti su cui il senatore del Pd richiama l’attenzione sono quelli riguardanti la quantificazione del valore di subentro della Newco all’attuale Spa, la posizione dei soci privati presenti in Autovie Venete, la rinuncia – a suo avviso – da parte della regione del “controllo analogo”, le garanzie per la terza corsia (“sono sufficienti?” chiede), la possibilità della regione di poter uscire dalla società una volta completata la terza corsia, il ruolo di Friulia e gli aspetti legati al versamento delle tasse (fondamentale considerata la possibilità della regione di trattenere una quota consistente dei versamenti stessi).

“L’intesa voluta e firmata dalla nostra giunta regionale – conclude il dossier di Sonego – suscita assai più che perplessità. E’ un’intesa che va revocata e riscritta allo scopo di garantire una sufficiente dose di trasparenza, di professionalità e per meglio tutelare l’interesse della comunità regionale. Accordi di quella portata si scrivono solo facendosi assistere da professionalità di alto livello che in quel documento mancano”.

Una bocciatura totale, oltre che clamorosa, quindi nei confronti di quanto fatto dalla giunta regionale, soprattutto da Debora Serracchiani, che trova concorde anche Riccardi Riccardi, pure lui già assessore alle infrastrutture, attuale capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, il quale rileva che “quanto dice Sonego è totalmente condivisibile ed è sostanzialmente in linea con le posizioni che da parte nostra abbiamo già espresso e che avremo di esporre in modop iù articolato allorchè ci sarà la discussione sull’argomento in sede regionale”.

Lucio Leonardelli