In Fvg si infittisce il numero dei possibili candidati alla presidenza

Per la Regione torna in corsa anche Alessandra Guerra

Per la serie “a volte ritornano” il lotto dei possibili candidati alla presidenza della regione Fvg si arricchisce del nome di Alessandra Guerra, l’ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ed ex pasionaria leghista vicinissima a Umberto Bossi, prima di iscriversi al Pd e progressivamente sparire dalla scena politica, la quale, come annunciato dall’agenzia Ansa, starebbe pensando a un ritorno alla politica in vista delle elezioni regionali del 2018.

Potrebbe essere la candidata alla guida di un nuovo polo, ambientalista e autonomista, fuori dagli schieramenti di centrodestra e centrosinistra. “Me lo hanno chiesto i Verdi, sono possibilista – ha detto – e ci sto pensando. Proviamo a scrivere un programma e a ragionarci sopra per valutare poi l’eventuale candidatura concretamente tra settembre e ottobre”.

“Del resto sono sempre stata ambientalista – ha spiegato – per cui proviamo a costruire un polo autonomista autentico, per ridare alla Regione lo smalto e il prestigio di una Regione a Statuto speciale. Abbiamo perso tanto in questi anni”.

Da anni lontana dalla politica, Alessandra Guerra è stata la prima donna alla Presidenza del FVG, precedendo quindi Debora Serracchiani, carica che, da assessore alla cultura, assunse nel febbraio del ’94, dopo la crisi della giunta guidata dal Ds Renzo Travanut,per mantenerla fino a settembre 1995.

Dal 15 giugno 2001 al 23 giugno 2003 fu Vice Presidente della Regione e Assessore all’Istruzione e Cultura, dopodichè nel 2003 si candidò alla presidenza provocando uno scossone all’interno dell’allora Casa delle Libertà in quanto “calata” dai vertici romani, i “visitors”, in contrasto con quelli regionali che volevano al suo posto Renzo Tondo. Ne uscì una forte spaccatura al punto che lei ottenne solamente il 43,2% dei voti venendo sconfitta da Riccardo Illy.

Fu pure presidente della Lega regionale dal 2005 al 2008, per poi sostenere, in rottura con il partito cui era iscritta dal 1993, in occasione delle regionali del 2008, la coalizione di Riccardo Illy, sostenuta dal centrosinistra,che perse, guarda caso, proprio contro quel Renzo Tondo che lei stessa aveva contribuito 5 anni prima a farlo stare fuori dai giochi.

Successivamente si iscrisse al Pd, sostenendo la corsa alla segreteria del partito di Pierluigi Bersani, anche se ben presto si ritirò dalla scena politica balzando invece agli onori della cronaca per essere andata in pensione nel luglio 2013 a soli 50 anni a seguito di 15 anni trascorsi in in Regione (dal 1993 al 2008) con 4.388,87 euro lordi mensili.

Ora, dunque, la voglia di ritornare in campo, anche se, ad oggi, sembra più un’ipotesi che una certezza, sostanzialmente simile all’ipotetica candidatura di un’altra figura importante del mondo autononista friulano, Sergio Cecotti, che avrebbe condizionato la sua decisione all’atteggiamento del Pd che, a dire il vero, non pare essere particolarmente interessato ad un eventuale sostegno nei confronti dell’ex presidente della regione ed ex sindaco di Udine.

Del resto il Pd ha già le sue gatte da pelare al proprio interno, in attesa che Debora Serracchiani sciolga i dubbi in merito alla sua possibile ricandidatura che, stando ai bene informati, sembra sia già stata messa nel cassetto rispetto alla decisione di staccare il biglietto per un seggio parlamentare.

E la direzione regionale dei Dem di lunedì scorso sarebbe stata non a caso particolarmente vivace non tanto per i prossimi congressi provinciali (ad eccezione di Udine in quanto nel capoluogo friulano si andrà a votare per il dopo Honsell) quanto proprio per la questione candidature che, al momento, vede quale capofila il vicepresidente della regione Sergio Bolzonello, senza dubbio colui che, ad oggi, sembra essere il più favorito per guidare il centrosinistra.

Nel centrodestra, invece, a tener tutti sul chi va là è Renzo Tondo, deciso più che mai a voler giocarsi fino in fondo tutte le carte possibili per tentare la corsa dopo la sconfitta subìta malamente del 2013. Valter Santarossa, compagno di Tondo nel gruppo regionale di Autonomia Responsabile e attualmente referente per il Fvg del movimento di Stefano Parisi Energie per l’Italia, è più che mai convinto che quella dell’albergatore carnico possa essere la candidatura vincente, sostenuto in questo sembra anche da Sergio Bini, al di là della sua annunciata volontà di scendere in campo attraverso le primarie con il suo Progetto Fvg.

In prima fila continuano ad esserci comunque il capogruppo in regione di Forza Italia Riccardo Riccardi e il capogruppo della Lega alla Camera, nonchè segretario regionale, Massimiliano Fedriga, con il primo in “pole position” se non altro per la mai nascosta intenzione dell’esponente leghista di poter rimanere nei palazzi romani, forse anche perchè, da triestino, sembra essere meno favorito rispetto all’ex assessore alle infrastrutture, udinese, il quale si starebbe già attivando per preparare la macchina organizzativa, nella convinzione,evidentemente, che alla fine toccherà a lui cercare di riportare alla guida della regione il centrodestra.

Lucio Leonardelli