Gli Angeli della Notte a Treviso

Vicini ai pazienti in ospedale che non hanno la possibilità di essere assistiti

Iniziativa lodevole per un gruppo di “Angeli della notte”, cittadini disponibili a regalare uno dei 365 giorni del 2017 a coloro che, privi di legami familiari e di risorse economiche, non possono ricevere alcun tipo di assistenza personale.
I volontari si sono resi disponibili presso l’ospedale di Treviso e più genericamente per le strutture sociali dell’ulss 9.
“Facciamoci un bel regalo di Natale! Ci sono persone, della nostra città e di fuori, degenti all’ospedale o nelle case di riposo che o non hanno una rete familiare o vivono situazioni economiche difficili per cui non hanno la possibilità – pur avendone bisogno – di assistenza di notte” dichiara il vicesindaco e assessore al sociale del Comune di Treviso Roberto Grigoletto illustrando l’intenzione di aderire al progetto de “Gli angeli della notte” della Fondazione “onlus” Bellotti Maria Rosa – Stefani Giuseppe sotto la super visione dell’ulss 9.
Il vicesindaco ha poi così concluso:“Abbiamo coinvolto anche l’ISRAA (con cui recentemente il Comune di Treviso ha siglato la convenzione per l’Assistenza domiciliare), perché non vogliamo dimenticare i nostri concittadini anziani che vivono nelle case di riposo e che, nel momento in cui hanno bisogno di essere ricoverati all’ospedale, domandano di poter essere assistiti di notte ma anche durante alcune ore del giorno. Per questo, sempre come Comune, vogliamo impegnarci con i nostri concittadini che abbiano la possibilità di dedicare un po’ di tempo a sostenere l’importantissima realtà del volontariato ospedaliero a cominciare dall’AVO (Assistenza Volontari Ospedalieri)”.
Presenti anche i responsabili dei Gruppi Anziani e Ivonne Tordini, presidente del Gat di San Liberale. Sono già sei i volontari che hanno aderito all’iniziativa.
“Sono fiducioso che tra i gruppi anziani ci potranno essere anche altri volontari pronti a dare la loro disponibilità –  ha sottolineato il Presidente Stefani – ad oggi il gruppo può contare su 56 persone ma le richieste, per la copertura di almeno due notti sono oltre un centinaio”.

Matteo Venturini