Grandi manovre in Fvg per le regionali con il Pd

Bolzonello alla ricerca di aperture e il centrodestra del candidato

Sergio Bolzonello supera, si fa per dire, lo “scoglio” delle primarie all’interno del Pd e ora ha l’arduo compito di allargare il più possibile la coalizione del centrosinistra, cosa che in effetti appare tutt’altro che facile. Sul fronte opposto, Forza Italia e Lega continuano il loro braccio di ferro per la designazione del candidato, divisi tra Riccardo Riccardi e Massimiliano Fedriga, con il leader di Progetto Fvg Sergio Bini e l’ex presidente Renzo Tondo a fare da possibili alternative, ancorchè in una posizione apparentemente arretrata.

Questa, in sintesi, la situazione per quanto riguarda la settimana politica in Friuli Venezia Giulia dove le manovre per le regionali del prossimo anno sono ormai già avviate, in attesa comunque che la giunta regionale decida la data in cui i cittadini saranno chiamati alle urne che, presumibilmente, sarà attorno al periodo di fine maggio e inizio giugno.

 

L’attuale maggioranza che governa la regione, assodato che Debora Serracchiani ha già annunciato la decisione di non ricandidarsi preferendo un posto in Parlamento, cerca dunque la continuità attraverso il vice che non ha trovato sulla sua strada alcun ostacolo ufficiale considerato che nè il presidente del consiglio regionale Franco Iacop (deciso più che mai a cercarsi un posto per il Senato) nè l’assessore regionale Cristiano Shaurli, che rappresenta pur sempre la parte “orlandiana” del Pd, hanno inteso mettersi di traverso rispetto all’investitura dell’ex sindaco di Pordenone la quale, d’altro canto, era già pressochè scontata ormai da tempo.

 

Nessun ostacolo quindi, almeno apparentemente, per Bolzonello in casa Pd, mentre non è così all’esterno, soprattutto dopo il raggruppamento nato a sinistra attorno a Mdp, Si e Possibile, con probabile leader Mauro Travanut (peraltro oppositore fin dopo l’insediamento alla giunta Serracchiani), che rischia di essere una vera e propria “mina vagante” per un centrosinistra che già così appare alquanto in difficoltà, almeno stando a quanto dicono i sondaggi secondo i quali il centrodestra sarebbe, se unito, largamente in vantaggio.

Un’impresa quindi alquanto complicata per Bolzonello, che potrebbe anche scontare la sua “pordenonesità” considerato che, ad eccezione della parentesi di Riccardo Illy, la figura del presidente è sempre stata espressione dell’area udinese, ma l’attuale vicepresidente regionale sembra essere alquanto determinato nella sua corsa oltre che ottimista rispetto ad un allargamento della coalizione che lo dovrebbe sostenere.

Coalizione della quale dovrebbe tornare a far parte anche la Lista dei Cittadini nonostante qualche “distinguo” avanzato dal suo leader Bruno Malattia che, affiancato dall’attuale assessore Paolo Panontin e dall’ex assessore della giunta Illy e attuale presidente della Popolare di Cividale Michela Del Piero, ha subordinato il sostegno appunto ad alcune questioni programmatiche che verranno affrontate a breve con lo stesso Bolzonello.

Nel centrodestra, come detto, il fermento invece è dovuto soprattutto all’individuazione della figura da candidare a Presidente in quanto, nonostante le continue dichiarazioni dei vertici regionali e anche nazionali di Forza Italia a favore di Riccardo Riccardi (ultimi sono stati quelli di Renato Brunetta, Nunzia De Girolamo e Renata Polverini), nulla è stato ancora deciso dopo che Matteo Salvini ha avanzato con forza la candidatura del suo segretario regionale Massimiliano Fedriga, pur sottolineando successivamente che comunque ogni valutazione verrà fatta in un quadro più generale comprendente le candidature anche per le altre regioni dove si andrà al voto.

Intanto Sergio Bini con il suo Progetto Fvg ha fatto una sorta di “giro del Friuli Venezia Giulia” a più tappe per concluderlo a Trieste da dove ha rilanciato la sua intenzione a proporsi per guidare il centrodestra, anche attraverso le primarie di coalizione, così come ha fatto, seppur in modo meno determinato, Renzo Tondo che pare intenda “giocare” la volontà di candidarsi per strappare invece la possibilità di ottenere un seggio sicuro per tornare in parlamento.

 

Nulla, nel frattempo, è dato a sapere da parte del Movimento 5 Stelle che dovrebbe annunciare entro dicembre, attraverso le “regionarie”, il nominativo per la corsa alla presidenza, dalla quale potrebbe chiamarsi fuori l’attuale capogruppo in regione Elena Bianchi che pareva essere la principale favorita e che sembra essere invece una dei possibili esponenti che i pentastellati proporranno per le politiche della prossima primavera.

Lucio Leonardelli