Il frate con l’Ape

«Le benedizioni in cambio di cibo».

Da più di settant’anni gira con la sua Ape Piaggio tra fattorie, aziende agricole e cantine sociali per raccogliere il cibo da distribuire ai bisognosi. Fra Germano Contardo, 90 anni a marzo veste con orgoglio il saio dei Servi di Maria, ordine fondato a Firenze nel 1233, e ogni giorno, lascia il convento di Santa Maria del Cengio a Isola vicentina per intraprendere la sua missione: raccogliere offerte per aiutare i poveri.

 


Nativo di Rive D’Arcano, è entrato in convento a Udine nel febbraio del 1940 dove è stato avviato all’atto di andare porta per porta a raccogliere elemosine, soprattutto cibo.

Seguendo il suo voto di umiltà e povertà Fra Germano prima è arrivato a Monte Berico, il 25 agosto del 1946, e poi nel convento di Isola vicentina, dove ha proseguito la sua attività in terra veneta.

 

«All’inizio giravo da nord a sud a bordo di un carretto trainato da un cavallo – ricorda l’arzillo frate -. Il periodo della questua durava anche una settimana, poiché visitavo tutti i Comuni della diocesi di Vicenza sconfinando anche in alcuni paesini del veronese. Nel dopoguerra raccoglievo soprattutto il pane, che poi donavo alle famiglie disagiate, il fieno per le bestie, uva e granturco e durante i miei viaggi dormivo nelle canoniche».

 

Oltre alla vitalità, non gli manca certo l’ironia. «Un giorno, transitando a Vicenza, il cavallo non si è fermato al mio segnale ed ha fatto passare il carretto con il semaforo rosso – prosegue il frate -. Un vigile mi ha visto e voleva darmi la multa, sono riuscito a convincerlo facendogli notare che era il cavallo a trainare il carretto, non io».

 

Il passare del tempo ha modificato i mezzi di trasporto di Fra Germano, ma non ha scalfito la passione con cui svolge la sua opera, ovvero fare la questua.

«Prima ho abbandonato il calesse a favore di un motocarro Guzzi – racconta il frate -. Infine sono passato all’Ape Piaggio, la mia fedele compagna, “la me sposa”».

 

Fra Germano è ben voluto anche dai suoi confratelli del convento di Santa Maria del Cengio a Isola Vicentina.

«Partecipa attivamente alla vita comunitaria – spiega Fra Ermes Ronchi -. Dopo la prima preghiera del mattino, prende la sua Ape e parte per la questua che poi distribuisce ai bisognosi: caratteristica peculiare della nostra comunità è l’accoglienza. Ciò che mi viene donato lo redistribuisco a coloro che bussano alla porta del convento – conclude fra Germano -. Dare e ricevere per farne dono al prossimo, è questa la mia missione e continuerò a compierla finché ne avrò le forze».

(A.V.)