Il “sogno di Anna”

Un agriturismo con sala convegni senza barriere

Si estende l’attività della fattoria sociale di Zelarino dove lavorano disabili, migranti e persone svantaggiate. Nella prima pagina del diario di Anna c’è scritto “un segreto sogno”. È il luogo che ha sempre immaginato e ora è diventato “Casa di Anna”, la fattoria sociale di Zelarino, luogo di inserimento lavorativo per giovani con disabilità come lei, in occasione della festa di San Martino è stato inaugurato l’agriturismo. Tra i campi è sorta una struttura ricettiva con ristorante e sei stanze per l’ospitalità attrezzate per persone disabili, oltre a una sala polifunzionale che accoglierà laboratori e attività educative-abilitative per individui in condizione di svantaggio sociale.

«Adesso passiamo alla fase imprenditoriale» afferma Piero Pellegrini, padre di Anna e titolare della fattoria sociale sorta nel 2014, la prima e l’unica in provincia di Venezia. Il progetto all’inizio era stato sostenuto da Lions Club International con una somma di 100 mila dollari. «Ora ci auto-sosteniamo con attività commerciali. Abbiamo creato un mercato di vendita diretta e online di ortaggi di certificazione biologica, da noi coltivati insieme a ragazzi disabili per dare loro un’opportunità di inserimento lavorativo» spiega.

Ma oggi Casa di Anna è anche un agriturismo, che prevede un servizio di ristorazione aperto il weekend(il venerdì sera, sabato sia a pranzo che a cena, mentre la domenica solo per pranzo). Al piano superiore dell’edificio che ospita l’attività ricettiva ci sono sei camere da letto, tre doppie o triple, e altre tre in un mini-appartamento, in legno, senza barriere architettoniche, con ascensore e bagni attrezzati per la disabilità. Inoltre, è stata inaugurata anche una sala polivalente che accoglierà un centinaio di persone, dotata di proiettori e amplificatori per attività educative-abilitative, e conferenze.

In primavera sorgeranno anche un parco giochi e un campo da calcio per i bambini. «È bello che questa struttura sia stata chiamata “casa”, perché offre il calore famigliare, ed è aperta davvero a tutti, specie a chi è più debole» dichiara l’assessore alla Coesione Sociale Simone Venturini. Sono circa 18 le persone inserite con disabilità e in situazione di svantaggio sociale, tra cui detenuti e migranti, che lavorano grazie a convenzioni con l’Ulss 3 e il Comune, servizi educativi, abilitativi e culturali, con l’aiuto di personale qualificato. Al taglio del nastro erano presenti anche il dott. Pozzobon in rappresentanza dell’Ulss 3, l’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin, in compagnia della consigliera della Municipalità Chirignago Zelarino, Luisa Rampazzo.

Giuliana Lucca