Inaugurato il monumento all’arte della calzatura

La scorsa domenica in piazza Marconi a Stra, il Sindaco Caterina Cacciavillani ha inaugurato il Monumento all’arte della calzatura alla presenza dei Sindaci di Dolo, Alberto Polo, e Fiesso d’Artico, Andrea Martellato, dell’Assessore di Fosso, Alessio Baldan, di buona parte del Consiglio Comunale, dei comandanti dei Carabinieri e Polizia di Stra, dei carabinieri in congedo, della Protezione civile e della cittadinanza.

Ispirato ad un bozzetto di Stefano Baschierato, messo gentilmente a disposizione da un imprenditore calzaturiero, rappresenta gli utensili tradizionali che trovavano posto sul “banchetto” del calzolaio e delle mistre, e quindi il lavoro che si svolgeva in fabbrica ma anche a domicilio. Il monumento è composto da cinque utensili tradizionali usati per la costruzione delle calzature: lissa, brunitore, punteruolo, treppiede (o macaco) e martello, ed è un omaggio a tutti coloro che hanno dedicato gran parte della propria vita lavorativa al settore calzaturiero che dal dopoguerra fino ad oggi e’ stato ed è tuttora il settore trainante per il comprensorio Riviera del Brenta, a tutti coloro che con quegli attrezzi e con il loro lavoro, sapiente e accurato, hanno saputo fare della scarpa un prodotto d’eccellenza. L’opera originale fu scolpita nel 1981 per l’imprenditore e già presidente dei calzaturieri della Riviera del Brenta Angelo Gobbo, il quale ha voluto condividere con la popolazione di Stra il bel simbolo.
“Il messaggio che oggi vogliamo lanciare è chiaro, ed è rivolto a tutti, in particolare ai nostri giovani” – sottolinea il sindaco Caterina Cacciavillani – “la comunità paesana è come una grande famiglia, nella quale l’apporto collaborativo del singolo diventa un mattoncino per la costruzione della casa comune. Vorremmo che questo monumento dicesse tante cose: un grazie a chi tanto ha fatto perché diventassimo ciò che siamo; una speranza-impegno per continuare il cammino, in uno spirito di comunità; per un paese la storia del proprio passato è un monito e un impegno per il proprio domani, è augurio e speranza.”

Sara Zanferrari