Incidenti sulla A4. Autovie pensa alla safety car

Una delle soluzioni che verranno introdotte potrebbe essere l’uso della safety car, un’auto con la quale poter “guidare” il traffico in caso di emergenze. Ma in cantiere ve ne sono altre che prevedono una maggiore comunicazione ai caselli, una maggiore segnaletica per gli automobilisti oltre a più controlli con gli autovelox e da parte della Polizia Stradale. Autovie Venete sta elaborando infatti un incremento del “pacchetto sicurezza” per cercare di diminuire il più possibile i disagi per coloro che viaggiano sulla rete autostradale di sua pertinenza.

D’altro canto sono giorni decisamente terribili questi (basti pensare che tra fine aprile ad oggi sono stati circa 120 gli incidenti verificatisi, molti dei quali, fortunatamente, solo lievi tamponamenti) per l’autostrada A4 Venezia – Trieste in cui, complici anche i lavori in corso per la realizzazione della terza corsia nel tratto compreso tra lo svincolo con la A23 a Gonars e il Tagliamento, con incidenti pressocè quotidiani e il coinvolgimento quasi sempre di mezzi pesanti che rischiano di diventare, agli occhi dell’opinione pubblica, i principali capri espiatori di una situazione che non è certamente destinata a migliorare, nonostante l’attenzione su tutti gli standard di sicurezza garantiti dalla concessionaria Autovie Venete.

Gli autotrasportatori però non ci stanno nell’essere ritenuti i principali responsabili dei numerosi incidenti, ma anzi sostengono che le cause vanno rivolte principalmente al fatto che l’autostrada, proprio perchè tuttora a due corsie, appare quanto mai inadeguata a sostenere i flussi sempre più intensi che si registrano quotidianamente.

A farsene portavoce è stata la Confartigianato attraverso il capogruppo provinciale di Udine del settore trasporti, Stefano Adami, il quale in una nota ha affermato che “oggi con i cantieri della terza corsia la situazione se possibile è peggiorata, causa di imbuti e ulteriori code, pur essendo necessaria per ottenere un’infrastruttura adeguata ai nuovi volumi di traffico ma nello stesso tempo tardiva considerato che la categoria denuncia da tempo la situazione critica».

«Analizziamo il fenomeno – ha detto Adami – e mettiamo a punto dei correttivi ma non criminalizziamo un’intera categoria e ai lavoratori del settore dobbiamor riconoscere grande professionalità ma anche un alto stress fisico e mentale che è tra le cause possibili di sinistri. Tenendo conto comunque che i vettori dell’est utilizzano spesso personale non sufficientemente qualificato e formato e non rispettano le normative sui tempi di guida, di riposo e di velocità».

In quanto a possibili soluzioni, Adami prospetta una incentivazione del traffico combinato strada/ferrovia sulle lunghe distanze, delle aree di sosta attrezzate per consentire in sicurezza il recupero delle energie psico-fisiche dei conducenti e una migliore organizzazione dei tempi di carico e scarico delle merci per evitare che gli autisti debbano fare i salti mortali per riuscire a consegnarle.

La risposta da parte di Autovie Venete non si è fatta attendere e la società, attraverso il presidente e amministratore delegato Maurizio Castagna, ha dato, rileva una nota, “massima disponibilità ad aprire un tavolo permanente di confronto con le categorie economiche per individuare, insieme alla Polizia Stradale, misure ulteriori e aggiuntive rispetto a quelle già adottate, per cercare di ridurre i disagi alla circolazione derivanti dall’incremento esponenziale del traffico sulla rete autostradale.”

“Siamo consapevoli – ha aggiunto Castagna -che l’infrastruttura autostradale è inadeguata a reggere il volume di traffico attuale e infatti stiamo lavorando per completare la realizzazione della terza corsia nel tempo più breve possibile. Il susseguirsi di incidenti che hanno caratterizzato l’ultimo mese, è frutto di un mix di fattori: a un’autostrada sottodimensionata, si uniscono la crescita dei transiti di mezzi pesanti (500 mila in più nel 2016 rispetto al 2015 e quasi 300 mila in più nei primi cinque mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e il non rispetto delle norme del codice della strada, distanza di sicurezza in primis ma anche uso improprio di smartphone e tablet”.

Per Castagna “non vi è quindi alcun intento a criminalizzare la categoria degli autotrasportatori, ma anzi, siamo ben consapevoli dei problemi che si trovano ad affrontare di fronte a una concorrenza agguerrita e sleale dei vettori stranieri. Inutile dire poi che il tamponamento è un incidente causato dalla distrazione e dal non rispetto delle distanze di sicurezza.”

“In una situazione come quella attuale – ha concluso il presidente di Autovie Venete – che vede il trend di crescita proseguire, dobbiamo lavorare tutti insieme con la massima disponibilità reciproca e senza inutili j’accuse”. Anche agli organi di informazione chiediamo un supporto in questa fase. Il loro ruolo è fondamentale, infatti, per contribuire a diffondere il messaggio più importante: solo una guida responsabile e corretta evita gli incidenti”.

Lucio Leonardelli