Tra interrogazioni parlamentari e locali si infittiscono a Caorle i dubbi sul Villaggio delle Terme

In attesa dei chiarimenti sul caso della lettera di casella chiesti dalla Lega il Movimento 5 Stelle, dopo il PD interroga il Ministro dell'Interno sulle terme

Dopo quella presentata dai deputati del Pd Naccarato, Martella, Mognato e Moretto, arriva ora l’interrogazione della parlamentare del Movimento 5 Stelle Arianna Spessotto sui “misteri” riguardanti le presunte infiltrazioni mafiose a Caorle.

L’esponente sandonatese dei pentastellati ha infatti fatto sapere di aver depositato una richiesta al Ministero dell’Interno per conoscere “quali iniziative intenda assumere per contrastare il rischio di infiltrazioni mafiose nel progetto del Villaggio termale di Caorle, anche ricorrendo alle interdittive dei Prefetti”. In un suo comunicato stampa l’onorevole Spessotto sottolinea che “l’allarme sulle infiltrazioni criminali in Veneto, in particolar modo l’infiltrazione mafiosa, è una realtà quanto mai attuale nella nostra Regione e sarebbe un errore gravissimo abbassare la guardia proprio adesso, sottovalutando un fenomeno allarmante e dai risvolti molto pericolosi.

Le recenti indagini del nucleo dei carabinieri di Fiorenzuola d’Adda – aggiunge – hanno evidenziato gli interessi criminali di cosche della ndrangheta attive in diverse imprese edili, in particolare sui cantieri di Caorle dove avrebbe messo le mani Raffaele Oppido, interlocutore di Claudio Casella, titolare quest’ultimo della Caorle Investimenti Srl, società incaricata di realizzare il cosiddetto «Villaggio dellee terme”. Non è difficile immaginare – afferma la deputata dei 5 stelle – come un progetto da 200 milioni di euro abbia fatto gola alla criminalità organizzata, che sarebbe arrivata perfino a minacciare di morte il sindaco e alcuni consiglieri della città, pur di realizzare la mega struttura. La vicenda di Caorle non è un episodio isolato e oggi sappiamo con certezza, anche dalle relazioni presentate dai prefetti e dagli investigatori, che la ‘ndrangheta è particolarmente attiva nel settore edilizio avendo puntato gli occhi sul ciclo del cemento.”

Da qui, dunque, l’interrogazione al Ministro “in quanto – scrive – a rischio ci sarebbe la tenuta delle stesse istituzioni democratiche del nostro Paese”. Tale interrogazione va quindi ad aggiungersi alle diverse prese di posizione che ci sono state in merito alla vicenda legata al Villaggio delle Terme, peraltro oggetto anche di una lettera che l’amministratore della Caorle Investimenti Claudio Casella aveva inviato a sindaco, assessori e consiglieri comunali il 14 novembre scorso, tenuta nascosta negli uffici del comune e portata alla luce dalla consigliera della Lega Nord Rosanna Conte che, al riguardo, ha pure presentato, unitamente al suo capogruppo Carlo Miollo, una interrogazione al sindaco al fine di avere chiarimenti soprattutto sul perchè la missiva non era stata fatta recapitare – pare su precisa indicazione del segretario – ai consiglieri comunali. La lettera, per quanto si è potuto sapere dallo stesso Miollo, è arrivata invece ai capigruppo il 7 dicembre (quindi oltre 20 giorni dopo il deposito al protocollo da parte del mittente) con delle motivazioni da parte del segretario comunale riferite a “scelte organizzative interne” in base alle quali “è stato deciso che l’invio di tali documenti avvenga solo fatto ai capigruppo”. Una scelta, a dire il vero, che parrebbe abbastanza discutibile, in merito alla quale non a caso lo stesso Miollo è intenzionato a chiedere chiarimenti in occasione del consiglio comunale previsto per il 20 dicembre.

Nel frattempo anche Marco Favaro, capogruppo della lista “Liberi e indipendenti”, ha presentato una interrogazione, chiedendo sostanzialmente quanto già chiesto dai colleghi di opposizione Miollo e Conte, inviandola anche per conoscenza al Prefetto di Venezia, alla Guardia di Finanza e ai Carabinieri di Caorle, tant’è che quest’ultimi avrebbero già avviato delle indagini per approfondire i termini della complessa e misteriosa vicenda, in attesa di capire se e come intenderà muoversi il Prefetto a seguito dell’esposto che gli è stato notificato sui tale questione dall’esponente della Lega Rosanna Conte. Quel che è certo, a questo punto, è che se Caorle aspirava a rientrare a far parte di “Avviso Pubblico”, l’associazione di comuni impegnati a combattere la mafia dalla quale era stato estromesso, resta una speranza assai vana, se non altro fino a quando non verrà fatta luce rispetto a quanto rilevato sia in ambito locale che parlamentare.

Lucio Leonardelli