La Circonvallazione sud di Pordenone tra logiche sociali e politiche

Resterà solo sulla carta?Al fallimento della Vidoni potrebbe subentrare la CMB di Carpi.

Si farà o non si farà la Circonvallazione Sud di Pordenone ? A sollecitarne la realizzazione, a fronte del silenzio assoluto della politica pordenonese, è stato nella conferenza stampa di fine anno il presidente di Unindustria di Pordenone Michelangelo Agrusti allorchè ha affrontato il tema della viabilità e delle infrastrutture più in generale.

«La Pontebbana – ha detto – è diventata la nostra tangenziale di Mestre prima della realizzazione del Passante. E la situazione è destinata a peggiorare con il completamento della Pedemontana veneta che porterà il riversamento di altri flussi stradali». Con l’inasprimento dei pedaggi autostradali «molti camion si sono riversati sulla ex statale – ha evidenziato il leader degli industriali – ed è sufficiente percorrere il tratto pordenonese per capire in che stati versa la strada. Pieno sostegno quindi al sindaco Alessandro Ciriani per la richiesta di realizzare un nuovo ponte sul Meduna, ma penso sia rilevante anche la necessità di fare la bretella sud. E’ chiaro che, essendoci di mezzo il fallimento di un’azienda, la situazione è alquanto delicata, ma stiamo lavorando per sbloccarla dato che si tratta di un intervento assolutamente importante per tutto il territorio».

L’opera, che collega la statale 13 Pontebbana con la A28 Portogruaro – Conegliano, ricade nelle competenze del Commissario per l’emergenza della A4 Debora Serracchiani ed è stata appaltata da Autovie Venete, che ha gestito tutta la fase progettuale definitiva, alla Vidoni spa di Tavagnacco che però nel frattempo è fallita. Da qui dunque la necessità di capire cosa e, soprattutto, con quali tempi si farà per sì che si vada avanti rispetto a tale realizzazione.

La gara per la Circonvallazione era stata bandita nel 2013 dopo almeno 8 anni di attese, dovute soprattutto a questioni legate ad un intervento della Sovritendenza relativamente ad un manufatto che si trovava sul tracciato, e l’affidamento alla Vidoni Spa (che già ha realizzato nel pordenonese il sovrappasso della zona della Meduna e la relativa grande rotatoria) era avvenuto – sulla base di un appalto integrato – nel giugno 2014, mentre la progettazione esecutiva realizzata dall’impresa era stato approvato lo scorso anno con decreto del Commissario. L’importo complessivo è di poco superiore ai 38 milioni di euro, interamente coperti dalla Regione Friuli Venezia Giulia. L’intervento, che interessa il solo territorio comunale di Pordenone, riguarda la realizzazione della bretella che collega lo svincolo dell’Interporto Centro Ingrosso sull’autostrada A28 Pordenone-Conegliano e la statale 13 “Pontebbana” in località Ponte Meduna. In particolare il tracciato, che realizza il completamento di una previsione viaria risalente all’inizio degli anni ’80, ha una lunghezza complessiva di circa 2.340 metri ed è suddiviso in due aste, di cui la prima di lunghezza di oltre un chilometro e la seconda da 1.190 metri, che sono intervallate dalla rotatoria di accesso alle aree interportuali.

Tra l’altro, il progetto esecutivo ha permesso risolvere alcune delicate interferenze della nuova opera con il complesso degli impianti a rete esistenti – gas, acqua, telefonia, distribuzione energia, Rfi/Rete ferroviaria italiana – che hanno significativamente condizionato il processo di ottimizzazione delle soluzioni ingegneristiche. “Nell’interesse della pubblica amministrazione – aveva commentato nell’affidare i lavori il commissario Debora Serracchiani – sono state ricomprese dal progetto esecutivo anche alcune opere accessorie di sistemazione idraulica di superficie la cui realizzazione contestuale comporta un sicuro risparmio in termini di tempo e di risorse”.
“Il risultato finale – aveva concluso Serracchiani – è stato quello di poter disporre di un progetto esecutivo assolutamente cantierabile e quindi eseguibile senza ulteriori affinamenti, per il quale sono state ottenute tutte le autorizzazioni e i nulla osta da parte degli enti coinvolti”.

Per la costruzione dell’opera il tempo previsto era di circa due anni e, oltre agli espropri riferiti all’attività di cantiere, è già stato raggiunto negli ultimi mesi del 2016 un accordo tra il Commissario e il Comune di Pordenone per gli espropri alla realizzazione, comunque condizionati alle sorti della Vidoni che, nel frattempo, a seguito di una serie di vicende s’era venuta a trovare in difficoltà al punto tale che a fine ottobre il tribunale di Udine ne ha dichiarato il fallimento. Una decisione che, di fatto, ha messo fine, dopo 62 anni di attività e una battaglia strenua contro la mancanza di liquidità, ad un’azienda che al momento vantava cantieri per 100 milioni di euro (un appalto Anas sulla Olbia Sassari e quello, appunto, della Circonvallazione Sud di Pordenone) e crediti verso Anas per oltre 80 milioni, e che si è trovata costretta a chiudere, con la conseguente ricaduta nei confronti dei circa 100 dipendenti per i quali è scattata la cassa integrazione, attiva peraltro fino a febbraio.

Da qui, dunque, i problemi concernenti l’intervento nel pordenonese, in merito al quale di recente anche l’amministratore delegato dell’Interporto Giuseppe Bortolussi era intervenuto auspicando che in merito venga trovata una soluzione al più presto. Al momento però non vi sarebbe ancora alcuna soluzione, ad eccezione quella più logica che sarebbe l’affidamento all’impresa seconda arrivata nella gara, ovvero la Cooperativa Muratori e Braccianti Cmb di Carpi (la stessa che ha realizzato l’ultimo lotto della A28 e alla quale in questi giorni sono stati affidati i lavori del quarto lotto della terza corsia sulla A4)che, da quanto appreso in ambienti udinesi, sarebbe disponibile a subentrare (ovviamente, come previsto, con gli stessi impegni assunti dalla Vidoni), facendosi anche carico, sembrerebbe, di una parte delle maestranze dell’impresa udinese.

Sul versante regionale però pare che si stia cercando invece di trovare un percorso diverso che potrebbe portare alla costituzione di una cooperativa tra gli operai dell’impresa – sostenuta, pare, da interventi locali – che andrebbe a rilevare, ancorché non sia ben chiaro in che modo, il ramo d’azienda collegato alla realizzazione della Circonvallazione Sud.

La sensazione che si ha, a dire il vero, è che questo sia un percorso dettato più da logiche di carattere “sociale”, tese a salvaguardare gli aspetti relazionali, e di conseguenza “politiche”, dato che sotto l’aspetto tecnico non ci sarebbe, sembra, un grande entusiasmo rispetto a tale soluzione, stante la preoccupazione che non ci potrebbero essere le necessarie garanzie per realizzare effettivamente l’opera, che, ora come ora, sembra essere destinata a diventare una possibile “grande incompiuta”.

Lucio Leonardelli