Quando la pesca uccide la Laguna

Cecità o tornaconto?

Ormai nella laguna a destra del ponte, ma anche a sinistra vicino a San Giuliano (ma nessuno dei vogatori che protestano sembra esserne accorto) sono state piantate permanentemente le serragie ed anche le camarille che rallentano la marea al punto da creare un sottofondo di alghe che sono la causa principale della difficoltà di ricambio delle acque.

Tre sono le cose da sottolineare.

  • La prima l’assoluta indifferenza per la vita della laguna (da cui traggono sostentamento) dei pescatori che tra l’altro sono di frodo.
  • La seconda l’assenza colpevole di controllo da parte dell’ex Magistrato alle acque.
  • La terza la cecità dei vogatori che non riescono né a vederle né a capire che queste e queste sole sono la causa del blocco che si crea sotto gli archi del ponte della libertà.

Se una persona, un giorno, ci passa a piedi o in bicicletta guardando la laguna a destra e a sinistra se ne renderà conto. Meglio se con l’acqua bassa.

A questo deve servire un giornale come il Sestante, che a differenza di tantissimi altri, racconta e spiega e non accoglie solo i gemiti di quattro veneziani che credono di salvare Venezia andando a vogare e pensando solo al proprio personale tornaconto. Volete sapere cosa intendo dire? Questa è la storia di un tipo di pesca della Laguna di Venezia

La seraggia era un tipo di pesca praticata nelle “palue” della laguna.

Durante la colma, una parte di laguna veniva  chiusa circolarmente con pareti di “rete mobile” (parei)  che conducevano alle “camarelle” dei cogoli per la cattura del pesce e dei granchi.

Le reti erano una struttura temporanea. Durante la bassa marea infatti venivano tolte per raccogliere il pesce. Reti di cotone e dattole (paletti di Legno)

La seraggia rimaneva “calata”per una decina di ore. Dopodiché la Laguna era libera.

I Buranelli vendevano il pesce in pescaria ed i gransi ai giudecchini che sapevano “fare le moeche”.

Quando negli anni 70/80 i buranelli impararono a fare le moeche (molto più redditizio) cessarono di calare la seraggia nel modo classico e incominciarono a calare le coppie:

sbarramenti di reti (parei) fissi che terminavano in “camarelle” per la cattura di pesce nei due cogolli laterali e granchi in quello di testa.

Le coppie avevano le trappole fisse(camarelle) de monta’ ovverosia acqua crescente “sente” e de “vegnua” per la marea di direzione opposta.

Le paludi incominciarono ad essere sbarrate in Primavera “quaresima” ed in Autunno “fraimma” permanentemente. Immaginabili gli effetti deleteri per la flora e fauna lagunare.

Arrigo Cipriani