La Regione bloccata dagli Anti – Pfas

E’ accaduto mercoledì mattina presto quando un gruppo di ambientalisti tra cui Greenpeace, Climat Defence Unit, Centro Sociale Morion e Comitati No Pfas hanno bloccato il pontile della Regione dove attraccano i taxi, in occasione del Consiglio Regionale.

L’obiettivo era di entrare a Palazzo ferro Fini ed essere ricevuti per un’audizione o perlomeno di riuscire a parlare con qualcuno. Le forze dell’ordine sono state subito chiamate e hanno impedito ai manifestanti, di cui una incatenata al pontile e altri su piccoli canotti, di entrare nel Palazzo.

“Vogliamo la bonifica immediata”, hanno detto dal sagrato della chiesa della Salute dove stanno facendo un presidio, “e il sequestro o chiusura della Miteni”. Il presidio è andato avanti per tutto il Consiglio. Ad attendere fuori i consiglieri vari gruppi, madri preoccupate per l’avvelenamento delle acque e qualcuno anche in maschera.

 

 

La drammatica situazione dell’inquinamento delle falde di tre province (Padova, Vicenza e Verona) è emersa da anni e si sta affrontando potenziando i filtri ai carboni attivi delle condotte dell’acquedotto. Il Pfas èuna sostanza chimica prodotta dall’azienda Miteni di Trissino che potrebbe causare gravi scompensi cardiaci e metabolici. La correlazione tra Pfas e patologie è allo studio, ma le mamme di Trissino e degli altri comuni inquinati del vicentino non sono rimaste con le mani in mano. Si sono riunite in comitato e chiedono alla politica e ai dirigenti della Miteni di adottare subito misure che scongiurino ulteriori conseguenze sulla salute pubblica. “Se siete veri padri – chiedono – fate subito qualcosa. Chiudete la fabbrica, spostatela altrove, dotatevi di un depuratore”.

La risposta dell’azienda non si è fatta attendere. L’ad di Miteni, Antonio Nardone, risponde così: “Non produciamo più i Pfas dal 2011 e stiamo bonificando la zona rossa. I Pfas che Miteni non produce più da anni, sono utilizzati da decine di industrie della zona che scaricano nei tubi di depurazione che hanno disegnato la zona rossa, la più inquinata”. L’ad della società annuncia che non chiuderà lo stabilimento: “Chiudere o spostare la Miteni non ha nessuna utilità concreta. Eliminerebbe i lavori di bonifica che stiamo facendo. Bisogna che la gente capisca che siamo noi stessi la soluzione”.

A.C.M.