La Riviera studia come risolvere la crisi idrica

Protocollo per l'emergenza idrica in Riviera

Un protocollo per gestire le crisi idriche di Naviglio Brenta e Novissimo nei periodi di siccità. E’ quanto è stato discusso all’idrovora di Santa Margherita di Codevigo nella riunione convocata dal presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione Paolo Ferraresso, con l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano, il presidente del Consorzio di bonifica Acque Risorgive Francesco Cazzaro e i rappresentanti delle associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura e Cia di Padova e Venezia.

La carenza idrica che, nella stagione estiva, da un paio d’anni riguarda i corsi d’acqua a valle del nodo idraulico di Stra – Naviglio Brenta e Novissimo – provoca infatti seri problemi per le aziende agricole dalla Riviera del Brenta al Piovese fino a Chioggia, interessando i Comuni di Codevigo, Piove di Sacco, Vigonovo, Stra, Dolo, Fossò, Camponogara e Campolongo Maggiore.
“Quando il livello dell’acqua nel canale Novissimo a Conche di Codevigo scende al di sotto di un valore prefissato deve immediatamente scattare la regolazione delle derivazioni secondo un protocollo prestabilito» afferma il presidente Ferraresso. L’acqua, infatti, è poca e contesa: «Ad oggi, in caso di siccità non esiste alcun regolamento per la derivazione dell’acqua che deve essere utilizzata per garantire la navigazione, l’irrigazione, la produzione di energia elettrica e per le valli da pesca – continua il presidente del Consorzio Bacchiglione -. In questo incontro abbiamo finalmente messo le basi per affrontare preparati eventuali crisi idriche. Non bisogna aspettare l’emergenza per decidere come gestirla”.
“L’area interessata è caratterizzata da ampie coltivazioni specializzate, orticole e vivaistiche, che vedono nella qualità della produzione uno stretto legame con la disponibilità di acqua. Solo con l’irrigazione si può produrre qualità- commenta l’assessore Pan -. Bisogna inoltre considerare che questo tipo di agricoltura specializzata dà impiego a molte persone; ciò impone scelte precise nella gestione della risorsa idrica disponibile, dovendo assicurare i fabbisogni irrigui delle colture, soprattutto quelle orticole, in grado di produrre reddito agli agricoltori che tanto hanno investito nel loro lavoro”.
«L’attenzione posta dal Consorzio Bacchiglione rispetto ai momenti di crisi idriche è da definirsi unica, in un territorio sicuramente non facile da gestire per le particolarità strutturali che presenta. Ho sempre asseverato che la prevenzione degli eventi è la strada giusta anche nell’ottica del risparmio. Infatti è molto più costoso pagare poi le calamità, specie oggi che sappiamo tutti le risorse sono limitatissime. I miei complimenti vanno al Presidente Ferraresso che sta portando avanti una gestione attenta del consorzio» afferma Iacopo Giraldo, presidente di Coldiretti Venezia.
«Ribadisco – sottolinea Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto – che per legge, dopo il consumo umano, la priorità della risorsa idrica deve essere assicurata all’uso agricolo. Ben venga il protocollo di gestione delle emergenze”.
Fatta una completa ricognizione di tutti gli usi e le derivazioni delle acque di Naviglio e Novissimo, infatti, sarà stabilito come queste debbano essere ridotte in caso di scarsità: un tavolo di confronto composto da tutti i soggetti interessati vigilerà sull’approvazione del protocollo.

 

Lino Perini