L’Autorità Portuale di Trieste conferma la sua strategicità

Nel settore della logistica e la lavorazione industriale

“Stiamo dando per la prima volta compiuta esecuzione al Decreto attuativo del Porto franco internazionale. Lo spostamento del Punto Franco in un’area industriale è esattamente l’interpretazione di quel decreto attuativo”. Lo ha detto la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani intervenendo a un incontro alla Wartsila di San Dorligo della Valle (Trieste), assieme al presidente e ad di Wartsila Italia, Guido Barbazza, al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e al presidente di Interporto Trieste Spa, Giacomo Borruso.

L’occasione è stata data dall’acquisizione di due capannoni della Wartsila Italia Spa da parte di Interporto Spa di Trieste, con l’obiettivo di attrarre attività logistiche, manifatturiere e industriali nell’area retroportuale, che diventerà punto franco.

Serracchiani ha evidenziato che “tutto questo si può fare consumando suolo e creando infrastrutture, oppure lo si può fare non consumando suolo, utilizzando ciò che già c’era e rilanciandolo e riadattandolo. Ed è esattamente ciò che accadrà allo stabilimento Warstila e alle attività che intorno a questo stabilimento si determineranno”.

Di Warstsila se n’era parlato anche in occasione della riunione del Comitato di gesione dell’Autorità di Sistema portuale di Trieste con la presenza della stessa presidente della regione. In particolare, il Comitato ha esaminato e approvato il subingresso di Wartsila all’interno della concessione Frigomar, e quindi la possibilità per l’azienda finlandese di operare in conto proprio sul terminal del canale di Zaule e nel contempo di mantenere in vita un’azienda storica del porto di Trieste.

“Una convivenza tra i due soggetti – ha spiegato il segretario generale dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Mario Sommariva – che favorirà lo sviluppo del canale industriale su cui l’Authority punta molto per la crescita futura dello scalo”.

Giudizi positivi sono stati espressi in merito all’accordo tra Wärtsilä Italia S.p.A. e il Gruppo Samer relativo all’acquisizione di un ramo d’azienda per lo svolgimento dell’attività di terminalista portuale del colosso finlandese sul canale navigabile. “L’Autorità di Sistema Portuale ha svolto una preziosa attività per arrivare a questo brillante risultato, – ha commentato il presidente D’Agostino.

“Siamo quindi molto soddisfatti dell’accordo raggiunto che vede il sub ingresso di Wartsila nella concessione Frigomar che potrà mantenere l’attività in conto terzi”. “Si tratta di un’integrazione armonica delle attività sul Canale industriale da parte di Wärtsilä in un’area che sta diventando il motore di tutte le attività ad alto valore aggiunto del nostro scalo” ha concluso D’Agostino. “Questo significa concretamente che il Canale industriale è e rimane uno dei principali obiettivi dello sviluppo futuro e del rilancio del porto di Trieste”.

“L’Autorità portuale diventa un vero sistema integrato in cui – ha sottolineato la presidente Serracchiani – ci sono la logistica e una prima lavorazione industriale. Perché ormai la logistica si sta trasformando e richiede una prima lavorazione all’interno dei porti e dei retroporti: qui a Trieste possiamo farlo meglio e di più che altrove perché abbiamo gli strumenti adatti”.

“Un altro aspetto qualificante – ha aggiunto – è la forte collaborazione che le nostre imprese stanno avendo dentro e fuori il porto di Trieste anche con AREA Science Park, perché le azioni di industrializzazione avanzata della logistica nascono da una collaborazione con la ricerca, laddove ci sono soggetti che sanno come si fa innovazione, sviluppo e trasferimento di conoscenze. E dove ovviamente – ha concluso – la Pubblica Amministrazione si impegna ad accompagnare queste iniziative”.

Lucio Leonardelli