Le grandi navi potranno passare per San Marco

«Fino alla formale accertata disponibilità di vie di navigazione praticabili alternative», anche se superiori alle 40 mila tonnellate. Ma dovranno rispettare parametri di modernità e sicurezza ricavabili con una sorta di algoritmo che comprende il dislocamento, la larghezza, l’altezza e la superficie laterale della nave. Divieti per ora piuttosto «morbidi», che saranno inaspriti a partire dal marzo del 2019. È stata pubblicata pochi giorni fa l’ordinanza della Capitaneria di porto sui transiti delle grandi navi in bacino San Marco e canale della Giudecca. Provvedimento atteso da tempo, sollecitato dall’ultimo Comitatone del novembre scorso.

Servirà per disciplinare i passaggi delle navi in attesa della soluzione alternativa, invano annunciata sei anni fa dal famoso decreto Clini-Passera. «Non è una cosa eclatante, ma un segnale che fa capire agli armatori che lo Stato ha intrapreso una strada di controlli e regole precise», commenta l’ammiraglio Goffredo Bon, il comandante della Capitaneria di porto che ha firmato il provvedimento, «e che dà parametri precisi a cui attenersi». «Fino ad oggi», aggiunge, «tutto era lasciato alla volontarietà delle compagnie. Oggi abbiamo uno strumento. Per questa stagione non ci saranno rivoluzioni. Ma dal 2019 i parametri saranno più restrittivi».

Cosa succederà adesso? La nuova ordinanza va in vigore dal 1 luglio. Restringe l’accesso a San Marco alle navi superiori alle 40 mila tonnellate. Concedendo però molte deroghe. Tanto le tre ammiraglie di Msc e Costa potranno tranquillamente entrare anche dopo il 1 luglio. «È consentito l’accesso alle unità navali di stazza lorda superiore alle 40 mila tonnellate», recita l’articolo 1, «solo ed esclusivamente ove rientranti nei limiti dimensionali espressi dai valori soglia del fattore tecnico-costruttivo denominato Module d’armamento (EN)».

Una sorta di equazione, ai più incomprensibile, che deve portare il prodotto dei valori al numero soglia di 6.600 per il periodo fino al 28 febbraio 2019. In seguito 6.300, dunque con parametri più restrittivi. Sono previsti anche degli «sconti» che possono fare abbassare il valore EN. Come l’adesione all’accordo Blue Flag, i propulsori più moderni alimentati a Gnl e i sistemi di sicurezza. In questo modo il valore soglia si abbassa notevolmente. L’ordinanza esplicita anche la «Formula di calcolo» del moduli d’armamento: EN= D alla 2/3+2hB+0,1A. Dove D sta per dislocamento, B per la larghezza della nave, h per l’altezza dalla linea di galleggiamento al punto più alto della nave; A infine l’area laterale dello scafo in metri quadrati. Non si considererà più soltanto la stazza e il tonnellaggio, spiegano alla Capitaneria gli ufficiali Conte e Marilli, autori del provvedimento tecnico, «ma una serie di altri fattori».

Gli altri articoli dell’ordinanza prevedono anche l’utilizzo dei due rimorchiatori.«di cui quello a poppavia dovrà avere «potenza di tiro superiore alle 35 tonnellate», utilizzando un carburante a basso tenore di zolfo. Vengono introdotti anche (articolo 4) limiti di velocità fissi. Otto nodi dalle bocche di porto di Lido al Forte di Sant’Andrea e viceversa, 6 nodi per la navigazione dal Forte di Sant’Andrea alla Stazione Marittima. Limiti che potranno essere superati soltanto in caso di «condizione meteomarine avverse».Restano valide le altre ordinanze che prevedono tra l’altro l’obbligo del secondo pilota a bordo per le navi passeggeri superiori alle 40 mila tonnellate; l’obbligo del secondo rimorchiatore, la distanza tra unità in navigazione «non inferiore a 0,7 miglia nautiche e 2 miglia nautiche per la navi superiori a 40 mila tonnellate»; l’intervallo di partenza dagli ormeggi delle navi «non inferiore a 15 minuti».

Le infrazioni all’ordinanza (articolo 7) saranno punite anche in sede penale, per la violazione agli articoli 1174 e 1231 del Codice della Navigazione.Un’ordinanza «transitoria», messa a punto con l’intesa tra Capitaneria e Provveditorato alle Opere pubbliche insieme all’Autorità portuale, con il contributo del Rina e dei Piloti, dopo una serie di rilievi batimetrici e simulazioni effettuate sul transito delle navi tra Riva Sette Martiri e la Salute il 12 dicembre scorso. Sulla base degli studi un gruppo tecnico di lavoro formato a metà 2017. Si parte dal 1 luglio.

C.C.