Contro le violazioni dei diritti delle donne

I Lions Club di Portogruaro si incontrano per tutelare le donne nel mondo islamico:

Serata conviviale particolarmente interessante quella che si è tenuta nei giorni scorsi a Portogruaro per iniziativa del Lions Club dedicata al tema “L’Islam: i diritti delle donne nel mondo islamico”. Relatore è stato il dott. Thaer Djafarizad, iraniano, sociologo, da 36 anni in Italia, residente a Pordenone e Presidente dell’Associazione culturale Neda Day, impegnata nelle battaglie riguardanti i diritti umani in Iran e, più in generale, nel mondo islamico, con particolare attenzione a quelli delle donne che sono continuamente violati e calpestati.

Ad introdurre l’argomento – presentata dal Presidente del Club Giovanni Battista Passeri – è stata la dott.ssa Baharak Darvishi, laureata in microbiologia, iraniana e pure lei aderente all’Associazione Neda Day.

“Il velo non è cultura o religione, ma il velo é imposizione, costrizione….” così ha esordito la dott.ssa Darvishi la quale, con l’aiuto di una serie di diapositive, ha illustrato la drammatica situazione della donna in Iran e nel mondo islamico, ricordando le violenze, le torture e l’elevato numero di donne imprigionate dal governo islamico, dopo la rivoluzione avvenuta nel 1979 con l’arrivo di Khomeini, e le lotte di molte di esse, sia all’interno del Paese che dall’estero, conducono per far sì che vengano rispettati anche i più semplici ed elementari diritti.

Djafarizad ha fatto invece un’ampia relazione su molteplici tematiche, civili, culturali e politiche, ricordando l’impegno che la stessa associazione sta portando avanti sia in Italia che nel Parlamento Europeo, soprattutto per la drammatica questione delle “spose bambine”, in merito alla quale l’associazione ha presentato delle proposte di carattere legislative – con l’aiuto di parlamentari – che dovrebbero essere approvate a breve sia nel parlamento italiano che in quello europeo, le quali avranno ricadute nei singoli paesi nei confronti delle famiglie che dovessero “vendere” in sposa le bambine.

Con parole sferzanti e dure Taher Djafarizad ha ricordato l’impegno della Ong iraniana Neda Day che sta conducendo una battaglia anche contro la pena di morte in Iran, citando, tra gli altri, il caso della 26enne Reyhaneh Jabbari, detenuta vicino a Teheran da quando aveva 19 anni dopo aver ucciso un uomo che tentatava di stuprarla.Il fatto che lo stupratore lavorasse per il ministero dell’intelligence non le ha permesso di invocare la legittima difesa. Dopo che si è costituita le è stato negato l’avvocato di rito ed è stata costretta a confessare l’omicidio. E’ stata poi giustiziata in Iran il 25 ottobre del 2014, malgrado le proteste dell’opinione pubblica internazionale e quelle di Amnesty International.

Ha citato poi il caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana, che dal 2006 al 2014 ha scontato una pena per omicidio volontario, il cui caso salì agli onori della cronaca internazionale dopo che alcune fonti ebbero modo di rilanciare la notizia della sua condanna a morte tramite lapidazione per il reato di adulterio e concorso in omicidio ai danni del marito, delitto perpetrato dal presunto amante e da un complice su sua commissione.

Temi difficili e drammatici sui quali c’è stata particolare attenzione nel dibattito che ne è seguito, durante il quale se da un lato è stato evidenziato il coraggio di chi sta portando avanti, anche a loro discapito, queste lotte (entrambi i relatori non possono tornare in Iran perchè rischierebbero l’arresto, in particolare Djafarizad che è stato già minacciato di morte più volte per il suo impegno), dall’altro è stato sottolineato che la strada, purtroppo, è ancora lunga per far sì che si possa arrivare ad un reale rispetto dei diritti, soprattutto delle donne, in un mondo complesso e controverso come quello islamico.

Positivo il commento sulla serata da parte del Presidente Passeri che ha poi consegnato un omaggio floreale alla dottoressa Darvishi mentre al dottor Djafarizad ha fatto omaggio del guidoncino del Club e di una stampa realizzata dallo scomparso Antonio Boatto in occasione del quarantennale del Club.

Lucio Leonardelli