Legge elettorale, il modello tedesco è perfetto

non vince nessuno e rimangono tutti al loro posto

Tutti pazzi per il modello tedesco. I principali partiti del Paese, dopo mesi di attacchi, polemiche ed invettive, sembrano finalmente aver trovato la quadra sulla legge elettorale. L’ultimo in ordine di tempo a dire Sì è stato il Movimento 5 Stelle che, dopo aver effettuato una consultazione online, ha deciso di appoggiare l’ipotesi di importare a Roma il sistema utilizzato a Berlino e dintorni. Tutto bene quel che finisce bene? Non esattamente, perché a breve potremmo ritrovarci davanti un proporzionale che ci farà ripiombare nell’ingovenabilità costringendo i principali partiti, tutti, nessuno escluso, a realizzare ciò che gli elettori odiano di più: le grandi coalizioni, unica strada possibile per consentire ai prossimi Esecutivi di avere almeno un barlume di stabilità. Ma ciò che importa è votare il prima possibile, a settembre in base alle intenzioni di Grillo e Renzi, a prescindere da quello che sarà il risultato, dal fatto che per l’ennesima volta non vincerà nessuno e dagli effetti che questo potrebbe avere sul Paese.

La fase maggioritaria dell’Italicum si è dunque conclusa prima ancora di cominciare. Troppo esagerata, troppo divisiva, troppo fuorviante. Meglio tornare indietro per guardare avanti, in fretta però. Perché votare qualche mese prima della scadenza naturale sembra diventato l’unico mantra di tutti.

Per Renzi meglio evitare di affrontare il risultato delle elezioni in Sicilia (che si preannunciano un’ecatombe) e cominciare ad organizzarsi in vista di una legge di Bilancio che potrebbe diventare un incubo. Per il M5S a settembre si scongiura l’arrivo dei tanti odiati vitalizi per gli attuali parlamentari e si anticipano eventuali notizie incresciose che potrebbero arrivare dalla Capitale. Occorre capire a questo punto però, quale idea di governo abbiano in mente i pentastellati, dato che con il sistema tedesco, senza le tanto odiate alleanze, i grillini non andrebbero da nessuna parte.

Berlusconi dal canto suo si assicura un posto in maggioranza insieme al PD in vista della sentenza della corte di Strasburgo che potrebbe sparigliare nuovamente le carte. Insomma motivazioni di grande levatura e soprattutto sommo interesse nazionale.

Ma questo ritorno alla Prima Repubblica a chi gioverebbe? Chi invece ne sarebbe maggiormente danneggiato?

C’è un problema, enorme, che i vari partiti al momento sembrano non voler affrontare per evitare polemiche e litigi incrociati: il sistema elettorale tedesco prevede una soglia di sbarramento al 5%, il che significa che i partiti che non riescono a raggiungere tale livello, rimangono fuori dal Parlamento. Con un tetto simile, a restare fuori da Montecitorio e Palazzo Madama ci sarebbero politici come Giorgia Meloni (in base ai sondaggi Fratelli d’Italia si ferma intorno al 4,5%), Angelino Alfano (2,5-3% per Area Popolare), ma anche i rappresentanti di Sinistra Italiana (2%) e Articolo 1 – Mdp (tra il 3 e il 4%).

In parole povere, in Parlamento potrebbero arrivarci solo i quattro partiti principali: PD, M5S, Forza italia e Lega Nord. Il che probabilmente, per la maggior parte degli italiani sarebbe quasi un sogno dopo decenni di piccoli partiti che tengono sotto scacco e a volte riescono addirittura a far cadere i Governi, risultando determinanti nell’approvazione o non approvazione di provvedimenti importanti. Da tenere in considerazione che, anche in questo caso, si creerebbe una sorta di distorsione, perché con una tale soglia, questi quattro partiti sarebbero sovra-rappresentati dato che potrebbero spartirsi i seggi.

Nel caso in cui la soglia restasse, si aprirebbero due differenti scenari post elettorali: con una vittoria del PD e Matteo Renzi nuovo Premier si formerebbe una maggioranza retta su un accordo tra democratici e Forza Italia, quasi un vecchio patto del Nazareno in salsa 2.0. Se invece a vincere fosse il M5S con Luigi Di Maio scelto come nuovo Presidente del Consiglio si potrebbe formare l’inedita, e per alcuni terrificante, coalizione M5S-Lega Nord. La stessa che fino a pochi giorni fa veniva respinta con forza dal Beppe Grillo & Co.

Se invece la soglia di sbarramento si abbassasse si potrebbe addirittura arrivare a coalizioni formate da:

Partito Democratico – Forza Italia – Articolo 1 – Sinistra Italiana
Movimento 5 Stelle – Lega Nord – Fratelli d’Italia.
Tradotto dal tedesco all’italiano suonerebbe pressappoco così: addio governabilità, addio stabilità ed equilibrio. Anziché passare alla Terza Repubblica torneremmo dritti alla prima, con coalizioni sempre più allargate e fragili a reggere sulle proprie spalle un Paese allo sbando. Ma l’importante è andare ad elezioni anticipate, no?

A.C.M.