‘Legittima difesa, rifaremo la legge’

Stop della Consulta alla Regione. Zaia vuole riproporla La proposta del giudice Mascolo: «Spese rimborsate agli assolti»

«Ripresenteremo la legge facendo tesoro delle indicazioni della Corte Costituzionale». Lo ha annunciato il governatore Luca Zaia dopo la sentenza con cui la Consulta ha bocciato la legge della Regione varata
un anno fa. Legge che prevedeva l’istituzione di un fondo di 150 mila euro complessivi per il patrocinio gratuito a sostegno dei cittadini (residenti da almeno 15 anni nel territorio) e le forze dell’ordine vittime della criminalità e accusati di eccesso colposo di legittima
difesa o di omicidio colposo.

Per i giudici romani la materia è di competenza statale e dunque la norma del Veneto è da considerarsi illegittima. «Quella del governo è stata un’impugnazione ideologica altrimenti non si spiegherebbe perché l’esecutivo non ha fatto lo stesso nei confronti di un altro fondo che abbiamo istituito, quello a tutela dei truffati della banche», sottolinea Zaia. Il nodo da superare è quello della competenza statale della materia. Un ostacolo su cui si sofferma anche il giudice trevigiano Angelo Mascolo, finito sotto i riflettori per l’editoriale in cui affermava di essere pronto ad armarsi: «La Corte Costituzionale ha ragione, la competenza in materia è dello Stato. Tuttavia, a livello nazionale, dovrebbe essere varata una legge che prevede un aiuto dello Stato per le persone assolte, sia per l’eccesso di legittima difesa che per altri reati. Il tutto attraverso un ristoro delle spese del processo oppure la possibilità di detrarre fiscalmente quelle sostenute».

Mascolo però sottolinea la necessità di un intervento statale a favore degli “assolti”. «Non si tratta di rivincita, ma di giustizia. E il risarcimento danni non c’entra: si tratta invece di un rimborso delle spese a favore del cittadino». Afferma l’assessore regionale leghista Roberto Marcato: «Credo ci sia un “accanimento ideologico” contro la legittima difesa, fenomeno che non capisco. Rispetto la sentenza, ma il mio ruolo è quello di rappresentare i cittadini e adottare provvedimenti a loro tutela. Non è la prima volta che una decisione della Regione viene impugnata: il Veneto è una regione particolare, ha la sua identità, ha voglia di autonoma. Non vorrei che fosse proprio questo a determinare alcune decisioni».

Per il Pd a essere stata bocciata è invece la demagogia della Lega: «L’onda della demagogia leghista si schianta ancora una volta contro la Costituzione. Continuano a fare leggi farlocche di pura propaganda e questo il risultato», afferma il consigliere Pd Graziano Azzalin, «Uno stop ampiamente prevedibile perchè era evidente il conflitto con la competenza esclusiva dello Stato in materia di sicurezza. Fra impugnative del Governo, ultima quella sulla precedenza ai veneti nelle scuole e negli asili nido, e successive bocciature della Corte Costituzionale rischiamo ormai di perdere il conto. E non perchè Roma “cattiva” e ce l’ha con Venezia, come afferma troppo spesso il presidente Zaia: la realtà che sono leggi sbagliate nel merito e nel metodo, con un destino segnato in partenza. Parliamo di soldi spesi male per i politici? Iniziamo a guardare alla qualità del lavoro».

A.C.M.