L’ex cinema Ariston a Stra pericoloso per la sicurezza.

STRA.  L’ex Cinema Ariston a Stra, che si trova in centro a fianco dell’attuale Municipio, sta letteralmente cadendo a pezzi.

L’edificio in stile Liberty, costruito nei primi anni del 900, è al 50% proprietà privata, mentre il restante 50% è di  proprietà del Comune di Stra. In questi anni non sembra si sia potuto trovare un accordo soddisfacente tra le parti, che permettesse la ristrutturazione dell’immobile.

Il degrado architettonico è evidente: gli infissi sembrano stiano cadendo rovinosamente a terra, diverse assi di legno sono schiodate e marcite, penzolano pericolosamente dall’alto, non si capisce perché non sia stato predisposto perlomeno un transennamento, che limiti il rischio alquanto concreto che i pezzi marciti dei vecchi balconi possano cadere in testa agli ignari pedoni e ciclisti, che transitano, o agli automobilisti che parcheggiano proprio sotto l’ombra del vecchio cinema.

Racconta Mario Collini, ex sindaco della precedente Amministrazione, nonché proprietario di mezzo stabile, che finchè il Comune di Stra non traslocherà nella nuova sede in villa Loredan (i lavori sono in corso da diverso tempo, e non c’è ancora una data certa di termine lavori, sebbene la conclusione sembri relativamente vicina) lo stabile non può risultare appetibile sul mercato immobiliare, e pertanto non si riesce a vendere con un progetto che accontenti in modo soddisfacente i possibili acquirenti.

Il Comune risponde che i progetti in passato non hanno trovato unanime consenso per poter procedere, sembra anche per un’opposizione formale della Soprintendenza alle Belle Arti.

Insomma, sono anni di stallo, nei quali i  due proprietari, la parte pubblica e quella privata, non sono riusciti a trovare un accordo, anche per oggettive ragioni burocratiche di ordine immobiliare.

Tutto vero, però lascia preoccupati che un’Amministrazione Comunale non sia riuscita a trovare una soluzione per coprire in modo ‘onorevole’ uno stabile storico in decadenza che confina con il Municipio proprio sulla strada principale che collega l’intera Riviera.

Ma soprattutto il nostro appello è che intanto venga messa in sicurezza l’area, transennando sotto la parete principale, trovando nel contempo il modo e la forma di ristrutturare almeno la facciata che si affaccia sulla piazza.

Poi l’uso di destinazione si ricercherà tra le parti, ma intanto diamo bellezza e sicurezza.

Segnalazione ricevuta da Massimo Camporese, portavoce dell’Associazione Anima Critica.

Sara Zanferrari