L’influenza aviaria stoppa il Palio dell’oca di Luneo

Dove non erano arrivati gli animalisti è arrivata l’aviaria. A Mirano un’ordinanza della Regione blocca la festa. Il virus ha imposto il divieto a tutte le sagre con pennuti ma Zaratin non si arrende e rilancia: «Lo faremo in primavera». Salta così il celebre Palio dell’Oca di Luneo. Un’ordinanza del 7 settembre recepita dalle varie Usl vieta lo svolgimento di fiere, mostre e mercati con pennuti. Non sarà possibile, quindi, per quest’anno fare manifestazioni che coinvolgano anche le oche, compreso il Palio di Luneo.

A dare la notizia, per gli amanti della tradizione e per i protagonisti di via Luneo che ogni anno, durante il periodo di San Martino, aspettano il palio, è Massimo Zaratin, consigliere nazionale Federfauna, che da anni organizza la manifestazione.«Purtroppo quest’anno il palio, per i problemi di aviaria, non sarà possibile svolgerlo nella maniera tradizionale. Qualcosa faremo lo stesso in memoria delle oche, magari una bella cena visto che alcuni concorrenti hanno già dato mandato al loro macellaio».

L’influenza aviaria aveva colpito dieci mesi fa soprattutto la zona del padovano, ma l’11 settembre un focolaio era stato riscontrato in un allevamento di oche e anatre di Sant’Urbano. Il presidente della Regione Luca Zaia aveva firmato un’ordinanza disponendo misure restrittive per gli allevamenti avicoli della zona. Una perdita per Luneo, anche se gli organizzatori hanno pensato a qualcosa di sostitutivo o a un eventuale Palio a gennaio.

«Lo faremo anche in primavera portando le oche al pascolo – dice Zaratin – per dimostrare che le oche sono sane, stanno bene e sono in forma. Un bambino quando ha saputo che non avremmo tenuto il palio si è messo a piangere». Una ricorrenza che va avanti da 29 anni e che quest’anno sarebbe dovuta giungere alla trentesima edizione. Una competizione dove gli animali vengono accompagnati da chi se ne prende cura, ma non vengono mai toccati con la sanguinella, il bastoncino che serve per indirizzarli. Il percorso originario era di 419 metri, ridotto poi a 200.

A.V.