L’intreccio tra politiche e regionali

Con i due vertici istituzionali candidati, sta creando in Fvg attese e polemiche

In attesa di conoscere il proprio destino relativamente alle politiche del 4 marzo, Debora Serracchiani si gode il primato attribuitole dal Regional Popularity Index secondo il quale la presidente uscente del Fvg risulta, in assoluto, la più popolare tra tutti i suoi colleghi delle altre realtà territoriali dimostrando di possedere, più di tutti, una maggiore popolarità su web e social.

Per lei il Regional Popularity Index ha raggiunto il valore massimo ottenuto, ossia 124,6, su cui pesano significativamente i posizionamenti ottenuti al vertice delle classifiche parziali di tre dei cinque canali osservati. Spiccano, nel dettaglio, al momento della rilevazione, gli oltre 193 mila like sulla sua pagina di facebook, i 291 mila follower di twitter e ben 353 mila pagine indicizzate su google.

Il Regional Popularity Index di Demoskopika misura periodicamente la popolarità su web e social dei presidenti delle Regioni prendendo in considerazione 5 canali social: youtube, facebook, twitter, instagram e google. Circa 5 milioni di pagine indicizzate, poco meno di 3 milioni di follower sui principali siti di networking, quasi 42 mila risultati conteggiati su youtube. Sono questi i numeri generati dai governatori delle regioni italiane alla base del Regional Popularity Index di Demoskopika per il 2017. Al secondo posto vi è il presidente del Veneto Luca Zaia seguito da Marcello Pittella della Basilicata mentre ultimo è risultato il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino.

Al di là di questa soddisfazione, che probabilmente potrà servirle in vista delle prossime elezioni, Debora Serracchiani è ancora in attesa di conoscere se dovrà fare la numero 2 nel proporzionale, dopo Ettore Rosato, per la Camera o puntare invece al Senato, limitando di conseguenza le ambizioni del presidente del consiglio regionale Franco Iacop il quale, nel frattempo, ha ufficializzato la sua decisione di candidarsi attraverso una nota nella quale afferma che “dopo un lungo impegno in Friuli Venezia Giulia, da ultimo come presidente del Consiglio regionale, ma anche a livello nazionale come coordinatore della Conferenza dei Parlamenti regionali e in ambito europeo in qualità di membro del Comitato delle Regioni ho deciso di mettere a disposizione del Partito Democratico la mia esperienza proponendomi come candidato al Senato della Repubblica”.

“Ritengo – aggiunge – che proprio il profondo legame instaurato con il territorio nel corso degli anni possa portare un contributo sostanziale e di vicinanza tra elettori ed eletti anche in ambito parlamentare, riducendo quella distanza che talvolta fa sembrare la politica avulsa dalle esigenze locali e di ciascun individuo. Il prossimo 8 gennaio, nel corso dell’assemblea provinciale del PD a Udine, presenterò ufficialmente la mia candidatura.”

Una matassa che dovrà sbrogliarsi la segreteria del Pd regionale, mentre sul fronte del centrodestra è Riccardo Riccardi, capogruppo di Forza Italia, a farsi portavoce del malumore che è subentrato a seguito della doppia “fuga” delle due figure attualmente ai vertici istituzionali del Fvg, peraltro mantenendo entrambi la carica durante la campagna elettorale considerato che non ci sarà l’election day per cui in regione si andrà al voto in una data successiva, ovvero, con tutta probabilità, il 29 aprile.

“Il PD – ha scritto Riccardi sulla sua pagina facebook – si conferma la vergogna del FVG: Debora Serracchiani corre (incerta) per la Camera. Nello stesso tempo Franco Iacop, presidente del Consiglio Regionale, annuncia la propria candidatura al Senato con una lettera inviata agli amici. Ma allora cosa ci stiamo a fare in Consiglio Regionale? Non volete fare l’election day per farvi le vostre campagne in spregio ai vostri compiti istituzionali?”.

Un centrodestra deciso a mettere in particolare evidenza quella che viene considerata una “stortura”, in attesa di definire le proprie candidature per le politiche e, soprattutto, la leadership per le regionali. Tutto fa pensare che a correre per la presidenza del Fvg sarà probabilmente lo stesso Riccardi dato che il suo principale “antagonista”, il capogruppo alla Camera e segretario regionale della Lega Massimiliano Fedriga, sembra essere sempre più propenso a rimanere nella Capitale, lasciando qui via libera all’esponente forzista.

Lo stesso Renzo Tondo, che spera ancora di poter strappare un collegio sicuro per il Parlamento, sembrerebbe ormai intenzionato a farsi da parte, alla pari dell’imprenditore Sergio Bini, fondatore di Progetto Fvg, i quali entrambi (compreso quindi anche lo stesso Tondo qualora l’opzione romana non dovesse concretizzarsi) punterebbero unicamente ad un posto in consiglio regionale.

Qualcosa di più chiaro, intanto, lo si sta intravvedendo in casa del Movimento 5 Stelle, il cui candidato premier Luigi Di Maio ha fatto in questi giorni un “tour” in regione, dando vita peraltro ad una polemica a distanza con l’assessore regionale alla sanità.

«Questo è un territorio che ha bisogno di sostegno all’impresa ma anche di politiche per la sanità che non si facciano con la calcolatrice. Ho partecipato più volte – ha detto Di Maio – a incontri in cui diversi territori lamentavano la chiusura degli ospedali, poi c’è stato il caso delle cooperative; la gestione politica è stata carente, non c’è bisogno di spiegarlo, ma è inutile parlare del passato. Noi vogliamo dare un progetto a questa regione e al Paese che si concentri sulla qualità della vita dei cittadini. Significa prima di tutto – ha concluso – dare servizi ai cittadini, e dare la possibilità a chi paga le tasse di vederle tramutate in servizi».

Pronta la replica di Sandra Telesca all’esponente grillino.”In Friuli Venezia Giulia – ha sottolineato- non è stato chiuso nessun ospedale e sfido anche Di Maio a mostrarmene uno che ha smesso di funzionare», dunque «la bufala è gigante e spiace che un candidato alla presidenza del Consiglio si faccia imbeccare così malamente e si presti a ripetere del materiale imparaticcio».

La visita di Di Maio ha intanto sancito, in qualche modo, l’ufficialità della candidatura alle politiche di Elena Bianchi, l’attuale capogruppo in regione dei pentastellati, la quale ha dichiarato di “voler mettersi a disposizione per il 4 marzo”, chiamandosi di conseguenza fuori per le “regionarie” che entro fine gennaio dovranno, a questo punto, decretare colui o colei cui spetterà il compito di guidare il Movimento per la presidenza della regione.

Lucio Leonardelli