Il prefetto indaga sul mistero della lettera scomparsa dal Comune di Caorle

E’ diventato un vero e proprio “intrigo di palazzo”, con una vena cinematografica, il caso della “lettera nascosta” nel Comune di Caorle. La missiva che Claudio Casella, amministratore della Caorle Investimenti (la società intenzionata a realizzare il Villaggio delle Terme), aveva fatto protocollare lo scorso 14 novembre affinchè fosse fatta pervenire a Sindaco, Assessori e Consiglieri Comunali, cosa che non è avvenuta per quest’ultimi – almeno per quelli di minoranza – è apparsa pochi giorni fa sulla pagina fb di Rosanna Conte, la tenace e combattiva consigliere della Lega Nord (alle amministrative è stata la più votata) che ha portato alla luce, unitamente a Carlo Miollo, capogruppo della lista civica omonima di cui lei fa parte, quello che sembra essere un atto di omissione a tutti gli effetti.

“Lo deciderà il Prefetto – dice la Conte – in quanto sono seriamente intenzionata di presentare un esposto al fine di poter riuscire a capire di chi sono realmente le responsabilità, ovvero se la decisione di non farci pervenire la lettera è riconducibile unicamente al Segretario comunale o, come forse probabile, anche al Sindaco. Il problema non è tanto il contenuto della lettera, dato che non vi era alcunchè di particolare se non la richiesta di Casella di poter intervenire in consiglio comunale al fine di chiarire i dubbi legati al progetto delle terme sollevati sia dalla stampa che da una interrogazione parlamentare del Pd (a dire il vero gli esponenti della minoranza avevano presentato già precedentemente una interrogazione con una successiva richiesta di un apposito consiglio comunale per discutere sull’argomento terme, ndr), quanto il fatto che il documento, nonostante fosse stato regolarmente protocollato con l’indicazione dei destinatari, ci sia stato arbitrariamente nascosto e, addirittura, lo stesso Sindaco nel consiglio comunale che si è tenuto lo stesso giorno non ha ritenuto di fare al riguardo alcun cenno.

13179248_1035757726517477_2618283456712542665_n

Personalmente lo ritengo un fatto grave, anche perchè, a questo punto, oltre a capire il perchè di tutto ciò, vien da pensare che ci possano essere anche altre carte tenute nei cassetti ed eventualmente a noi nascoste, per cui ritengo che sia opportuno fare assoluta chiarezza sia sulla vicenda specifica che sul comportamento più in generale che si è voluto tenere nei confronti dei consiglieri comunali”.
Ma cosa dice di così tanto misterioso tale lettera, giunta peraltro in forma anonima a Rosanna Conte una decina di giorni dopo la deposizione presso gli uffici del Comune ?
Da quanto si è letto Casella chiedeva, testualmente, di “mettersi a disposizione dei Signori in indirizzo al fine di poter rispondere una volta per tutte alle false e inesatte illazioni che sono state prodotte sin d’ora sulla stampa, per far sì che tutti i cittadini di Caorle, mediante i loro rappresentanti in Consiglio Comunale, soprattutto e in particolar modo quelli di minoranza, possano finalmente conoscere la verità sugli argomenti apparsi e trattati finora sulla stampa”.

caorle-640

Precisava successivamente di aver “intrapreso le azioni legali atte a tutelare la propria persona e la Caorle Investimenti”, manifestando nello stesso tempo la sua disponibilità a riferire in merito agli argomenti sollevati dalla stampa e dall’interrogazione parlamentare, “ovvero – si legge – le cosiddette minacce di morte al Sindaco di Caorle, le possibili infiltrazioni mafiose nel progetto delle terme, i collegamenti a fantomatici sodalizi criminali e intimidazioni a cittadini di Caorle, ai fondi di provenienza illecita e a tutto quell riportato negli articoli di stampa”. Nella conclusione Casella poi riaffermava la sua disponibilità “a poter riferire su ogni argomento riportato dalla stampa poiché ad oggi non risultiamo né io né la Caorle Investimenti essere sottoposti ad indagine di nessun procedimento penale che riguardi tali gravissimi fatti attribuiti al sottoscritto, in maniera del tutto indebita, pertanto, come previsto dalla legge, non sono tenuto al mantenimento di alcun riserbo sulla questione”.
Una precisa volontà di difendersi quindi rispetto alle varie accuse mossegli da più parti, prima fra tutte quella di possibili infiltrazioni mafiose nel progetto delle terme, davanti al consiglio comunale, cosa che probabilmente, da indiscrezioni uscite dal palazzo comunale, non sarebbe stata ritenuta comunque opportuna a fronte di inchieste giudiziarie che sarebbero aperte, ancorchè senza palesi atti a questo riguardo, come sottolineato del resto dallo stesso Casella. “Personalmente – ribadisce Rosanna Conte – non ho certo interessi nei confronti di Casella in quanto tale, così come è evidente che la possibilità di farlo intervenire in consiglio comunale sarebbe stata una scelta del Sindaco e dei capigruppo, però sinceramente mi sento presa in giro dal comportamento del Sindaco e penso che questo atto di omissione che è stato compiuto da qualcuno di certo non debba passare inosservato ma anzi richieda la più assoluta trasparenza, proprio perchè le questioni di cui si parla sono alquanto delicate e spinose”. L’esponente leghista avrebbe comunque fatto richiesta di accesso agli atti a titolo personale riuscendo, proprio a fine novembre, almeno per quanto si è saputo, ad avere finalmente la copia ufficiale della lettera da parte del Comune, senza però ricevere sino ad oggi alcun tipo di spiegazione, soprattutto da parte del Sindaco Luciano Striuli che anzi ha inteso mantenere il più assoluto silenzio.

municipio
Da parte della Conte si ricorda anche la firma fatta sulla “Carta di Caorle” da Striuli, alla pari degli altri candidati, nella quale tutti, s’erano impegnati rispetto a temi quali “trasparenza e legalità, difesa del territorio, lotta alle ecomafie, trasparenza negli atti urbanistici”. “Mi pare – dice la consigliera della Lega Nord – che in questo caso la trasparenza sia stata del tutto disattesa, anche se mi chiedo ancora il perchè si sia voluto agire in questo modo. C’era forse il timore che Casella, se fosse intervenuto in consiglio comunale, avrebbe potuto dire qualcosa di spiacevole per qualcuno ? Oppure, era un modo indiretto da parte di Casella per dire che comunque era pronto a difendersi da quanto era stato accusato da più parti e lo si è voluto quindi tenere fuori dal palazzo ? Domande lecite, penso, e, stante l’importante impegno legato alla realizzazione delle terme, che dovrebbe comportare un investimento di notevole portata economica oltre che urbanistica per Caorle, penso vi sia assoluta necessità che il rappresentante della società investitrice venga ascoltato pubblicamente da chi ha il compito di amministrare il comune, maggioranza e minoranza, salvo appunto che non ci sia altro di sotto ed è per questo che l’intervento del Prefetto potrebbe essere chiarificatore”.

Lucio Leonardelli

lucio-leonardelli