Luoghi di culto, no all’obbligo dell’italiano

Con la sentenza n.67, depositata pochi giorni fa in cancelleria, la Consulta ha accolto il ricorso di palazzo Chigi contro una legge della regione Veneto che prevedeva l’uso della lingua italiana nelle convenzioni urbanistiche stipulate tra i comuni e i rappresentanti delle comunità religiose. L’impegno a utilizzare la lingua italiana avrebbe riguardato tutte le attività svolte nelle attrezzature di interesse comune per i servizi religiosi, non direttamente connesse alle pratiche rituali di culto. Per la Corte una norma del genere «risulta palesemente irragionevole in quanto incongrua rispetto alla finalità perseguita» perché «introduce un obbligo, quale quello dell’impiego della lingua italiana, del tutto eccentrico rispetto a tali interessi».

A.C.M.