Malaria, Nas in ospedale a Portogruaro dopo il decesso della piccola Sofia

Nessun allarmismo e nessuna preoccupazione per quanto riguarda l’Uls 4 in relazione alla morte della piccola Sofia, la bambina di soli 4 anni morta di malaria lunedì dopo essere stata dimessa dall’ospedale di Trento, in merito alla quale sono state manifestate unanimi espressioni di cordoglio.

Sofia era stata in vacanza con i genitori a Bibione e il 13 agosto era stata portata nel pronto soccorso della località balneare a causa di un malessere con febbre e poi ricoverata all’ospedale di Portogruaro senza che, almeno a detta dei medici, ci fosse alcuna avvisaflia rispetto a quanto di tragico avvenuto successivamente.

C’è da da dire che il procuratore capo di Trento Marco Gallina, che sta conducendo l’inchiesta aperta per omicidio colposo, non sarebbe da escludere che la piccola possa essere stata contagiata mentre era in vacanza proprio a Bibione, ipotesi che è stata avanzata anche da Raniero Guerra, direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, ancorchè dal direttore generale dell’Uls 4 Carlo Bramezza e dal dottor Luigi Nicolardi, direttore del dipartimento di prevenzione della stessa Uls, questa ipotesi sarebbe completamente da escludere.

” Dalle indagini ambientali sulle specie di zanzare presenti in questo territorio, svolte negli ultimi anni, non risulta – ha sottolineato Nicolardi – che ci siano zanzare del genere Anopheles in grado di trasmettere la malaria “.

Giovedì mattina, intanto, all’ospedale di Portogruaro sono giunti i Carabinieri del NAS e la Commissione del Ministero della Salute, attivati in seguito al caso. I militari del NAS hanno acquisito la documentazione sanitaria della bambina ricoverata all’ospedale di Portogruaro dal 13 al 16 agosto; mentre la commissione, composta da componenti del Ministero della Salute e da personale dell’Istituto Superiore di Sanità, ha incontrato il direttore generale Carlo Bramezza, il direttore del pronto soccorso Franco Laterza, il direttore del dipartimento materno infantile Piergiuseppe Flora e il direttore della Funzione Ospedaliera Caterina De Marco.

“Come anticipato sin dal giorno in cui abbiamo appreso la tragedia – spiega il direttore generale Carlo Bramezza – è stata messa a disposizione tutta la documentazione relativa all’aspetto sanitario della bambina. Sono stati quindi forniti i dettagli sul percorso di cura effettuato dal momento del ricovero alla dimissione, i dettagli sulle sue condizioni cliniche e ribadito e dimostrato che, al momento della dimissione, non era presente alcun sintomo riconducibile a malaria o ad altre malattie infettive”.

La commissione ministeriale, accompagnata dal dottor Piergiuseppe Flora, ha poi visionato il reparto di Pediatria e la stanza di degenza della bambina, dov’è stato riscontrato che le finestre del reparto non sono apribili dai pazienti bensì solo da personale medico e infermieristico a garanzia di ulteriore protezione nei confronti dei piccoli degenti.

“Ritengo che questo incontro sia servito a chiarire ulteriormente la posizione dell’Ulss4 nell’ambito di questa tragedia – continua il DG Bramezza – Invito quindi nuovamente la popolazione a stare tranquilla: in queste zone non c’è pericolo di contrarre la malaria. Sul fronte ambientale, i campionamenti del dipartimento di prevenzione hanno accertato che sul litorale, e nello specifico a Bibione, non c’è presenza della specie di zanzara che può trasmettere la malaria.

Non solo: è stato pure accertato che i trattamenti di disinfestazione, disposti per competenza dalle amministrazioni comunali, sono stati eseguiti con efficacia. Nel rimanere a disposizione nel fornire ogni altro contributo utile, colgo l’occasione per augurare alla commissione un proficuo lavoro nella difficile ricostruzione delle modalità che hanno portato alla morte della piccola Sofia”.

Da Bibione intanto il presidente della Federalberghi del Veneto Marco Michielli, unitamente al collega della località turistica, ha espresso la totale solidarietà alla famiglia della piccola Sofia, così come fatto dal sindaco di San Michele al Tagliamento Pasqualino Codognotto il quale ha pure garantito da parte dell’amministrazione comunale i massimi controlli rispetto a presunte e possibili situazioni di infezioni virali, pur escludendo nel modo più assoluto che ci possano essere casi di pericolo, confermando, di fatto, quanto sostenuto dai dirigenti e dai medici dell’Uls 4.

” I cittadini del Veneto Orientale – afferma il dottor Nicolardi – direi che possono stare tranquilli, perché l’insetto vettore che la trasmette non c’è, ed inoltre il sistema di lotta agli insetti vettori produce risultati efficaci grazie alla partecipazione di tutti i soggetti interessati. Va comunque mantenuta alta l’attenzione nei confronti di queste malattie infettive a trasmissione vettoriale, per evitare che dopo vari decenni dalla loro scomparsa si possano ripresentare.”

Lucio Leonardelli