Manzato: tutelare i nostri prodotti

Il trevigiano nominato sotto segretario all'Agricoltura: «Per la Lega è un settore strategico»

Franco Manzato. 52 anni, leghista opitergino, è il nuovo sottosegretario all’Agricoltura. Ha 52 anni. Operaio e poi amministrativo di un’azienda di ferramenta, si è poi laureato in Filosofia, ha un Mba al Politcenico di Milano,e si è perfezionato alla Statale su diritto societario e diritto dei mercati finanziari. eIn Liga dal 1990, consigliere a Oderzo con Bepi Covre, dal 2000 al 2008 è stato capogruppo in Regione, poi assessore e vicegovernatore con delega a turismo e agricoltura, dal 2008, al posto di Zaia passato ministro.

È una delle anime della ricostruzione salviniana della Liga veneta dopo l’era Tosi. «Una grande soddisfazione», dice da Roma, «Salvini sin da subito ha detto che voleva riportare alla Lega il ministro dell’Agricoltura, un settore strategico». Lei e Centinaio come Dozzo e Zaia un tempo…«Più che una “tradizione”, ma è il segno dell’attenzione che la Lega pone sul primario. Non a caso, oggi una delle locomotive della ripresa, specie a Nordest. Con altre implicazioni: edilizia, investimenti, ambiente e tutela del territorio, modernizzazione. Un settore vitale».

I primi obiettivi, ora che ha giurato e si è insediato?«Ne abbiamo parlato con il ministro. Consolidare la nostra presenza sui mercati vecchi e radicarci sui nuovi; intervenire a tutela dei produttori di latte e della carne; bloccare i tagli programmati dalla Ue. E certo valorizzare le colture differenti da regione. Tutto per convergere come Italia nel mondo, e conquistare maggiori quote di mercato».

Porta la sua esperienza di assessore veneto?«Sicuramente. E avevo lavorato anche sul turismo, potrei dare una mano nel caos in cui la delega, oggi sdoppiata, passi sotto un unica regia»Lei è ritenuto uno degli ideologi della Liga Veneta, Oggi entra in un governo anomalo, a Roma.«C’è un contratto ferreo, gli elementi che lo contraddistinguono sono la detassazione, la liberazione di risorse, la politica sull’immigrazione, dove Salvini sta mettendo in pratica quel che dice da sempre, e le autonomie per le regioni come il Veneto che l’hanno chiesta e votata».

Curiosità; l’ex vicegovernatore del Veneto non è il solo trevigiano fra i sottosegretari. Ad Esteri e Cooperazione è stato infatti nominato Ricardo Merlo, esponente del Maie, argentino, la cui famiglia è originaria di Miane.

E.P.