«Marghera, chimica verde»

Il presidente di Confindustria di Venezia e Rovigo promette: «Faremo un nuovo piano industriale»

Esordisce così il nuovo presidente Vincenzo Marinese.

Il numero degli imprenditori presenti all’elezione dentro al Vega, non è possibile averlo. Certo erano tanti e il loro 96% a favore di Vincenzo Marinese come nuovo presidente di Confindustria Venezia e Rovigo si è sentito tutto. Per il prossimo quadriennio 2017-2021 sarà lui a guidare gli imprenditori. Suoi vice, Fabrizio Trevisiol della Lafert e Luca Fabbri, responsabile del Personale in Fincantieri. A differenza di Marinese la loro carica durerà per un biennio, 2017-2019,ma rinnovabile per altri due anni. E difficilmente non li cironfermerà. «Incarnano l’essenza del manifatturiero abbinato a un grande terziario avanzato. Questa sarà la futura PortoMarghera: industria sempre più compatibile con l’ambiente, portualità e logisica».

E questo ha ribadito anche al momento dell’elezione promettendo che l’associazione sarà sempre più attenta ai servizi alle imprese e nel favorire l’accesso al credito, oltre che nel disegnare un nuovo piano industriale per la rinascita dell’economia del territorio.

Nato nel 1968 a Palermo, specializzato in International Business alla Hamiline University (Minnesota, Usa) e in Management per le piccole e medie imprese all’Università Luiss di Roma; è amministratore unico della Sirai srl, Società Italiana per la riqualificazione Ambientale e Infrastrutturale. E’stato vice presidente dal 2013, ed è membro del Consiglio generale di Confindustria dal 2015. Ora è presidente nel momento in cui Padova e Treviso si apprestano a realizzare la seconda fusione veneta e a diventare l’associazione più grande d’Italia dopo Milano.

«Se in una città c’è un negozio Apple e il giorno dopo ne nascono altri quattro, Apple è felice. Ecco, noi facciamo rappresentanza dei nostri associati, quindi non è la dimensione che conta ma i servizi che diamo e allora ben venga la fusione tra Padova e Treviso. Magari, un domani, anche Venezia si fonderà ulteriormente con altre realtà». Alla fine, rivolgendosi agli imprenditori: «Il mio obiettivo è fare in modo che Confindustria sia una “casa comune” in cui trovare rappresentanza e soluzioni concrete alle necessità quotidiane per poter intercettare in modo duraturo i segnali di ripresa».
Un ringraziamento anche a Luigi Brugnaro «che mi ha dimostrato fiducia durante la sua presidenza». Proprio al sindaco l’utimo appello. «La mia Confindustria è per la concertazione. In questa terra vedo due difetti, miopia ed egoismo. Dobbiamo essere meno miopi e più altruisti, e avere il coraggiodi dire che a questo territorio vogliamo bene».

A.C.M.