Massimiliano Fedriga proclamato ufficialmente nuovo presidente del Friuli Venezia Giulia, il quattordicesimo dal 1964

Da ieri, 3 maggio, Massimiliano Fedriga è ufficialmente il nuovo Presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il 14imo dal 1964. L’Ufficio centrale regionale ha infatti proclamato la sua elezione che ha provveduto anche a proclamare consigliere regionale Sergio Bolzonello, quale candidato presidente che ha ottenuto un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato presidente.

L’attestato di avvenuta proclamazione è stato successivamente consegnato al neo presidente Fedriga, nella sede della presidenza della Regione in Piazza Unità a Trieste.E’ iniziata, quindi, la XII legislatura successiva a quella targata centrosinistra con a capo Debora Serracchiani che nel 2013 vinse per una manciata di voti contro Renzo Tondo.

Fedriga, subito dopo la firma che ha sancito la sua nomina, ha incontrato i giornalisti per alcune comunicazioni in merito alla costituzione della giunta e alla prima riunione del nuovo consiglio. “Tra oggi e domani – ha dichiarato- deciderò la data della prima seduta del Consiglio regionale e, sebbene non ci sia obbligo di legge, vorrei arrivare alla prima seduta d’Aula con l’assetto della Giunta pronto: entro quindici giorni il Friuli Venezia Giulia potrà avere l’esecutivo regionale così da essere operativi e iniziare a lavorare subito”.

Come priorità nel cronoprogramma di interventi il neo presidente ha ribadito quella in materia di enti locali. “Toglieremo le penalizzazioni e l’obbligatorietà per quanto riguarda i Comuni dentro o fuori dalle Uti – ha affermato – per ritornare a rapporti che possano far funzionare la macchina istituzionale, ma soprattutto gli enti locali, che sono fondamentali per garantire servizi ai cittadini”

Rispondendo alle domande dei giornalisti in merito ai parametri di scelta della composizione dell’esecutivo, il presidente ha ricordato che tra i criteri quello delle competenze sarà essenziale. “Non ci saranno logiche da manuale Cencelli, cercheremo – ha detto – di premiare le competenze: non voglio tecnici puri, perché ci sono già altissime capacità e professionalità nella struttura regionale, ma assessori che possano dare un forte indirizzo politico e conoscano bene le materie”.

Revisione delle deleghe e una Giunta composta da dieci assessori sono state le altre indicazioni anticipate dal neo presidente, che ha reso noto di aver già incontrato nel corso della giornata i vertici della Direzione generale. “Nei prossimi giorni sono in agenda i primi appuntamenti con tutte le Direzioni centrali per avviare i confronti sulle priorità da affrontare”, ha aggiunto.

Rispetto al nuovo esecutivo, oltre al numero (comprendente anche 4 donne), le certezze al momento sono che gli assessori saranno tutti esterni, ovvero non consiglieri in quanto coloro che sono stati eletti in consiglio, come lo stesso Fedriga aveva preannunciato, qualora dovessero entrare nell’esecutivo dovrebbero dimettersi, “al fine – ha sottolineato il neo presidente – di poter svolgere con maggiore efficacia il loro ruolo di assessori, lavorando sul territorio e ascoltando i cittadini”.

Un’altra certezza è quella che prevede all’interno della prossima Giunta una delega specifica per le disabilità. “Inoltre – ha aggiunto Fedriga – mi piacerebbe crearne una all’agroalimentare così da unire l’agricoltura all’enogastronomia, perché penso possano essere un valore aggiunto dal punto di vista turistico ed economico per la nostra Regione”.

L’ex deputato della Lega (da oggi sono pure scattate le sue dimissioni da parlamentare cui subentrerà la carnica Aurelia Bubisutti di Tolmezzo) è nato a Verona ma risiede a Trieste, ha 37 anni, con una laurea in Scienze della comunicazione, ha avuto una carriere fulminante divenendo nel 2003 segretario provinciale del Carroccio a Trieste, nel 2008 deputato e poi nel 2013 il secondo mandato in cui è capogruppo alla Camera dei Deputati, mentre contemporaneamente era stato pire eletto segretario regionale della Lega.

Nel 2011 fu in corsa per la carica di sindaco di Trieste, ma il suo partito a quella tornata si era presentato da solo, in contrapposizione al candidato di Forza Italia Roberto Antonione, e lui si fermò al 6,26%; peraltro andò male anche al centrodestra dato che vinse il centrosinistra con il Pd Roberto Cosolini (tra l’altro nuovo consigliere regionale).

Nel frattempo, comunque, si fa il totonomi per la nuova giunta di cui si sa solo che ne farà parte in qualità di vicepresidente il forzista Riccardo Riccardi, già assessore alle infrastrutture con Renzo Tondo dal 2008 al 2013, successivamente eletto in consiglio regionale con oltre 7 mila preferenze e fino all’ultimo dato come possibile candidato per la corsa alla presidenza prima di essere “sacrificato” in base all’accordo tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini per la nomina a presidente del Senato di Elisabetta Alberti Casellati di Forza Italia e la successiva assegnazione alla Lega del Fvg.

“Con Riccardi – ha ribadito ieri Fedriga – ho preso un impegno che sarà mantenuto, anche perchè si tratta di una persona leale e di grande esperienza, fondamentale per l’assetto della squadra che governerà la regione”.

Altri nomi ufficiali, al momento, non se ne fanno, anche perchè per i consiglieri c’è da superare l’ostacolo psicologico delle dimissioni in caso di nomina in giunta, però si dà per possibile l’ingresso nell’esecutivo della consigliera uscente della leghista di Latisana Maddalena Spagnolo, mentre sul versante degli altri partiti si fanno i possibili nomi di Ettore Romoli, già assessore alle finanze in regione dal 1998 al 2001 prima di diventare parlamentare e poi per due volte sindaco di Gorizia, e del leader di Progetto Fvg Sergio Bini.

Ipotesi che a giorni troveranno le eventuali conferme e, comunque, nel giro di pochi giorni la giunta dovrebbe essere individuata, “sulla base – ha sottolineato Fedriga – di un’analisi collettiva con tutta la coalizione, senza però usare il manuale Cencelli ma usando il criterio della competenza oltre che della rappresentanza territoriale, tenendo conto che il lavoro di squadra è assolutamente fondamentale e un uomo solo al comando non va da alcuna parte”.

 

 

Idee chiare dunque dalla parte dei vincitori, mentre sul versante del centrosinistra si è aperta una accesa discussione interna al Pd dopo le dichiarazioni di Debora Serracchiani a “Otto e mezzo” su La7 allorchè, nel commentare i risultati del Fvg, ha affermato: “Devo fare un’autocritica per il risultato alle Regionali. Ho scelto di non ricandidarmi e probabilmente questo non ha pagato rispetto al lavoro che ho fatto nei cinque anni precedenti. Ho fatto delle riforme molto profonde e una di queste è quella della Sanità, argomento molto delicato.

Ho avuto un’opposizione molto forte che non ha guardato in faccia a nessuno nel raccontare le cose che potevano essere approfondite in modo diverso. Ho sbagliato il metodo con cui ho fatto quelle riforme. Probabilmente, sì, ho commesso degli errori e devo fare autocritica”.

Parole che non sono piaciute molto a diversi esponenti del Fvg (il più critico è stato sicuramente l’ex senatore triestino e neo consigliere regionale Francesco Russo) ancorchè pochi minuti più tardi, Serracchiani avesse comunque diffuso una dichiarazione ufficiale in cui, nel ringraziare “Sergio Bolzonello per la generosa campagna elettorale che ha fatto in Friuli Venezia Giulia”, specificando che, “pur essendo due persone molto diverse” e nonostante “scelte personali diverse, “condividiamo una visione politica comune anche se affrontiamo le sfide in modo diverso e sono convinta che nessun altro candidato, me inclusa, al posto suo sarebbe riuscito a fare meglio di lui”.

Un tentativo in extremis quello della ex presidente per cercare di rimediare ad una vera e propria “gaffe” che Gianfranco Moretton, già potente vicepresidente della regione ai tempi di Riccardo Illy, ha definito “una delle tante sciocchezze politiche cui ci ha abituati colei che ha preferito fuggire a Roma piuttosto che misurarsi e confrontarsi con i cittadini della regione che ha malamente amministrato per 5 anni”.

Bolzonello, dal canto suo, non ha fatto invece alcun commento al riguardo, preferendo ribadire quello che sarà il futuro del centrosinistra affermando che ” abbiamo parlato di futuro e continueremo a farlo, anche dai banchi dell’opposizione. Perché questa regione ha bisogno di futuro e l’Italia ha bisogno di questa regione. Devo a chi ha creduto in questo progetto e mi ha consegnato la sua fiducia con il voto, un grazie sincero. La nostra storia è solo all’inizio”. Come dire, insomma, ripartiamo da capo!

Lucio Leonardelli