Maurizio Ebano, candidato sindaco per Mirano esprime alcune sue considerazioni

A Mirano iniziano le prime scaramucce in vista delle amministrative 2017.

«Non c’é dubbio che Mirano è su un binario morto.  La situazione dell’amministrazione cittadina di Mirano appare come una nave alla deriva, incapace di darsi una rotta e un futuro. Ma l’inconcludenza non porterà come effetto automatico ad un vantaggio di chi si contrappone a questa amministrazione uscente, potrebbe portare acqua al mulino degli incazzati su tutto».

Da questa prima riflessione si ricava, a mio parere, che la prima esigenza di chi si contrappone è quella di dimostrare che è capace di governare la città, che è in grado di dare soluzioni realistiche ed efficaci ai problemi dei miranesi. Questo naturalmente è sempre stato importante ma oggi è decisivo.  «Ecco che serve un serio programma amministrativo a cui giungere con una vasta discussione e confronto e con al centro i bisogni e le esigenze della maggioranza dei miranesi. E, io credo, che debba essere forte il messaggio sociale, di questo programma perché il futuro risultato sarà segnato dalla capacità di riportare a votare i nostri cittadini astenuti, delusi e non dall’esigenza di conquistare voti di altri schieramenti».

Serve poi una forte capacità di coinvolgimento -una volta si sarebbe parlato di alleanze- Sindacati, forze economiche e sociali, Università, mondo del volontariato, lavoratori autonomi, devono essere i protagonisti di questa volontà di dare a Mirano una nuova Amministrazione. Indipendenza noi Veneto deve recuperare la capacità di essere il cemento di questo vasto accordo, deve essere la forza politica più unitaria e quella in grado di fare sintesi.

Naturalmente si pone da subito il problema del candidato sindaco, non a caso é la prima domanda che viene posta nelle conversazioni informali o dai giornalisti. Su questo, ho fatto una scelta chiara, non voglio accettare facili semplificazioni; si vince con un candidato di centro perché “mediano” nel nostro schieramento politico, balle!

«Mi candido perché si crei nei militanti di un’ampia alleanza, entusiasmo, voglia di impegnarsi, fiducia, passione.  Oggi questo candidato voglio essere Io, pertanto non bisogna “costruirlo” ma ho bisogno che attraverso un percorso si individui i possibili collaboratori, li faccia conoscere, li accrediti tra gli elettori delle nostre frazioni.  Winston Churchill definì la democrazia come “la peggior forma di governo esistente”, aggiungendo però, “che non ne aveva mai conosciuta una migliore”.  Per questo non si può perdere tempo, chi perde tempo rischia di non consentirne di fatto lo svolgimento. È necessario un grande lavoro organizzato, un’organizzazione, che persegua con determinazione, scientificamente, l’obiettivo della riconquista della Città. In città deve essere il candidato Sindaco che forma una parte dell’opinione pubblica. Quella parte più consapevole che non si accontenta della protesta e della denuncia ma che vuole mettersi in gioco, dare risposte, governare».

Lavoro organizzato, alleanze, programma, candidati, facile a dirsi, difficile, oggi più che mai, da farsi ma non credo esistano scorciatoie, come credo che non si possano aspettare ancora settimane per partire. Ma la crisi in cui verte Mirano impone uno scatto comune, popolare, fatto di generosità, apertura, visione, impegno.

(n.s)