Mestre Comune, le ragioni del sì al referendum sulla separazione

Prosegue la carellata di interventi in vista del referendum su Mestre e Venezia. Questa settimana Il Sestante News pubblica un’intervista a Claudio Checchin, vicepresidente del Movimento Autonomia Mestre e Terraferma “Piero Bergamo”.
Checchin, il governatore Zaia sembra attendere ancora per indire la data di questo referendum: qual è la vostra posizione?
Abbiamo chiesto da alcuni mesi che il nostro referendum potesse essere accorpato ad un’altra elezione, in questo caso doveva essere quello per l’autonomia del Veneto. Accorpare significa ridurre la spese elettorali a 10.000 euro scarsi e ridurre al massimo i disagi per i nostri concittadini. Ad oggi purtroppo non abbiamo ancora avuto una risposta sulla data, anche se potrebbe arrivare a breve. Noi comunque pretendiamo sapere quale sarà la data prescelta entro e non oltre il 22 ottobre.
Se il Governatore Zaia non dovesse esprimersi ancora si dimostrebbe uno dei tanti politici perché il nostro referendum era ed è nel suo programma elettorale. Noi vogliamo fatti concreti e non le solite promesse, tant’è vero che il referendum per l’autonomia del Veneto è nello stesso identico stadio del nostro, ossia votabile fin dal 2014 e al momento non esiste alcun conflitto di attribuzione sollevato davanti alla Corte Costituzionale.
Al Governatore abbiamo più volte ribadito la correttezza della nostra proposta e chiarito la nostra idea sulla sua principale preoccupazione, il danno erariale, che non sussiste. La nostra posizione è chiara, attendiamo fiduciosi.
Zaia a parte, qual è stata la risposta del mondo politico al vostro referendum?
Noi siamo stanchi di falsi proclami o promesse da parte di tutti. Non abbiamo niente di personale nei confronti di Zaia ma, di certo, se dovesse aspettare ancora del tempo andrebbe a rafforzare ancora di più quello che crediamo e sosteniamo da tempo, ossia che la maggior parte della classe politica è contraria alla nostra proposta. Il motivo? Perché hanno tutto da perdere, dalla diminuzione dello stipendio alla riduzione del numero di poltrone a disposizione. Leggere i commenti di alcuni di loro fa veramente sorridere perché usano sempre gli stessi temi dal primo referendum, tutti prontamente smentiti dalla realtà dei fatti.
Anni fa, ad esempio, si proponeva di istituire il comune di Mestre solo ed esclusivamente se si fosse creata la Città Metropolitana: adesso che c’è, la stessa viene usata contro l’istituzione del comune di Mestre. Assurdo!
Potrei elencarne tantissimi altri, alcuni li potete trovare nel nostro sito web www.mestrecomune.it
Come sono i vostri rapporti con altri comitati e associazioni, specialmente veneziane?
Siccome siamo abituati a non parlare in “politichese” ma a dire la verità non nascondiamo che siamo come marito e moglie: le idee non sempre combaciano, ma l’intento è di certo lo stesso e niente ci farà indugiare dal procedere insieme. A questo proposito ci saranno importanti novità riguardo a un coordinamento fra chi, associazioni, singoli individui o altro, è favorevole al ripristino dei comuni autonomi di Mestre e di Venezia insulare.
Si vocifera della nascita di alcuni comitati a sostegno del no. Cosa ne pensa?
Per un dibattito democratico è giusto e normale che tutti possano esprime la loro opinione e combattere per le loro idee, come noi stiamo facendo da ormai troppi anni.
Certo sappiamo bene chi sono i nostri competitors, anche se su alcuni di loro bisogna oggettivamente dire che sono volti ben noti della politica locale e non solo, altri invece vorrebbero rappresentare la cultura portante locale.
Vedremo se le loro idee vengono supportate da dati concreti ed oggettivi, che ad oggi mancano completamente, e non dalle solite frase fatte, anche fin troppo facili da smentire.
Detto questo, aspettiamo fiduciosi gli inviti ai loro dibattiti e che nasca un dibattito proficuo a favore di Mestre.
Cambiando argomento, ad oggi cosa manca a Mestre per diventare una Città?
A mio avviso il sentimento che manca di più a Mestre è l’identità.
Questa idea di Communitas è andata persa o volutamente dimenticata. Ci fanno credere di essere cosa non siamo e mai potremmo essere. Non è una questione di campanilismo come banalmente alcuni vogliono far credere, ma dall’identità e dalla presa di coscienza di appartenere ad una comunità ben precisa partono tutti quei valori sociali che adesso latitano nella nostra Città. Penso al valore civico, al rispetto reciproco, al recupero di una memoria storica e molto altro.
Purtroppo per molti pronunciare la parola “Mestre” ha un effetto urticante o, peggio ancora, Mestre non deve esistere o al limite essere una città di serie B. A tutto questo noi ci opponiamo fortemente e tutto può cambiare con la nascita del Comune autonomo di Mestre come punto di partenza per la rinascita.