Migranti: una struttura ad hoc per l’arrivo a Marghera

Si cerca un Cie vicino agli aeroporti

Non è stata accantonata l’idea del governo di individuare una struttura “snella” regionale per i rimpatri vicino a uno scalo (Treviso, Venezia o Verona). A Jesolo e Cona torna la calma

Prima Conetta, poi Jesolo. È stata una settimana calda sul fronte dell’ospitalità dei migranti, sia dal punto di vista internazionale, sia locale. Prima la protesta dei richiedenti asilo all’interno dell’ex base militare di Cona, con annesso l’appello del sindaco Alberto Panfilio allo Stato “per riportare la pace nella sua terra”; poi, martedì, l’arresto di un cittadino senegalese ospitato nella base della Croce Rossa di Jesolo. Voleva un secondo piatto di pastasciutta, ma avrebbe dovuto aspettare almeno di finire la prima porzione. Così non è stato.

Si tratta di un giovane che con ogni probabilità sarà sottoposto ad accertamenti di tipo psichiatrico. Dopo l’arrivo delle forze dell’ordine ha scaraventato una panchina contro un agente. Al termine degli accertamenti sono scattati l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e la procedura che culminerà con l’espulsione dell’esagitato. Episodi che hanno fatto discutere il mondo politico e che la Prefettura sta cercando di “disinnescare”: sono stati intensificati in queste ore i controlli alla Croce Rossa di via Levantina nella località balneare, mentre è da giorni che si susseguono dei “mini trasferimenti” di richiedenti asilo dall’ex base di Conetta: “Sono nell’ordine di una decina al giorno”, ha spiegato il prefetto, Carlo Boffi. Ci si muove in un quadro difficile, anche perché sono poche le amministrazioni comunali che hanno aderito al progetto di accoglienza diffusa architettato dal ministero dell’Interno.

Tiene ancora banco l’intenzione del governo di individuare dei piccoli centri di identificazione e rimpatrio vicino agli aeroporti. Strutture “snelle” da un centinaio di posti che dovrebbero garantire maggiore celerità nelle operazioni: “Gli accertamenti sono ancora in corso – spiega il prefetto – l’intenzione è individuare un luogo idoneo a livello regionale, vicino a uno degli scali principali, quindi Venezia, Treviso o Verona. Ancora su questo fronte, però, non ci sono novità”.

Le criticità si registrano non solo nell’ultima fase, che culmina con il rimpatrio, bensì anche all’inizio. Quando i migranti arrivano a Marghera per essere smistati nelle varie province: operazioni che vengono svolte a cielo aperto in uno spiazzo vicino al parcheggio della Metro. Senza ombra e senza servizi igienici. Uno scenario che Ca’ Corner intende cancellare: “È stata già individuata un’area vicina – conclude il prefetto Boffi – sarà strutturata per garantire un miglioramento delle operazioni, che ora avvengono davanti a tutti. Sarà più appartata e ci saranno delle zone d’ombra e delle strutture d’appoggio”.

Gian Nicola Pittalis