Mirano, controllo del Vicinato per il capoluogo e le frazioni

Martedì 14 novembre alle 20.30, presso il teatro Belvedere, si è tenuto un incontro di presentazione dell’attività di Controllo del Vicinato dedicato ai cittadini di Mirano e delle sue frazioni. Erano presenti la sindaca Maria Rosa Pavanello, la responsabile regionale dell’Associazione Controllo del Vicinato Antonella Chiavalin (con la referente per Mirano Martina Carraro e quella per Spinea Irene Gola), il comandante della compagnia dei Carabinieri di Venezia-Mestre,maggiore Antonio Bisogno, il comandante della Guardia di Finanza di Mirano, capitano Michele Soragnese, il commissario capo Giulia Cavallari dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della questura di Venezia, il comandante Alessandro Cimino della Polizia locale dell’Unione dei Comuni del Miranese.

L’incontro nasce allo scopo di illustrare caratteristiche, obiettivi e modalità operative dell’attività di Controllo del Vicinato e per promuovere ulteriori adesioni e la creazione di altri gruppi di controllo in città. Il Controllo del Vicinato è uno strumento di sostegno alle forze dell’ordine per il controllo del territorio, molto utile nella prevenzione di attività illegali (es. furti). Si basa sulla partecipazione volontaria dei cittadini, che, coordinati da responsabili, segnalano alle forze dell’ordine eventuali situazioni anomale che notano nel loro quartiere. I cittadini sorvegliano e notano ciò succede nel loro quartiere nel corso delle loro normali attività quotidiane, quando passeggiano, quando fanno jogging, ecc. L’attività è organizzata in gruppi, i cui membri sono in contatto tramite telefono, messaggi, ecc. Durante l’incontro è stato anche spiegato perché è fondamentale che un’attività volontaria di controllo del territorio da parte dei cittadini operi secondo le norme e sia riconosciuta dalle autorità che si occupano di ordine pubblico. In Italia il Controllo del Vicinato è attualmente presente in 12 regioni, 300 comuni, coinvolgendo 1.460 gruppi e 41.000 famiglie. A Mirano è possibile aderire all’iniziativa rivolgendosi direttamente all’Associazione o al Comune di Mirano, presso l’ufficio Urp, 041.5798326.

«Quest’attività – ha sottolineato la sindaca Pavanello – nasce dalla volontà dei cittadini. Il ruolo del Comune è di sostenere e aiutare nel modo disciplinato dall’apposito protocollo sottoscritto con la Prefettura, promuovendo incontri informativi, dando, per quello che è possibile, supporto organizzativo, tramite le strutture comunali e la polizia locale. È dimostrato che questa modalità sta dando un grande aiuto contro i furti in abitazione».

Antonella Chiavalin ha spiegato i principi dell’attività: «Si possono iscrivere tutti, è gratuito: è sicurezza partecipata attiva trasversale. Aderire non provoca cambiamento radicale nelle abitudini di vita, perché il controllo si applica nella quotidianità delle persone. Siamo cittadini che vogliono un cambiamento, attraverso il fare comunità, l’aggregazione: dove abbiamo ciò, c’è meno spazio per chi ha voglia di delinquere meno paura per cittadini, che sanno di non essere più soli. È importante conoscere il vicinato, per accorgersi subito di cose strane. Non facciamo le ronde, per non mettere a rischio l’incolumità delle persone. Chi fa repressione sul territorio sono le forze dell’ordine, noi siamo le prime “videosorveglianze”. Il controllo serve anche per prendersi cura del territorio, segnalando guasti, ecc.». Martina Carraro ha illustrato la situazione nell’area nord-est di Mirano, dove sono già attive 50 famiglie, collegate in chat, che hanno esposto il simbolo del Controllo del Vicinato sulle loro abitazioni.

Il maggiore Bisogno ha evidenziato che «incontri come questo fanno parte dell’attività di prevenzione dei reati. Il concetto di sicurezza sta un po’ cambiando: oggi si parla di sicurezza partecipata, sinergia istituzionale tra forze dell’ordine, comuni e associazioni di cittadini. Così possiamo moltiplicare i nostri occhi sul territorio. I controlli di vicinato servono a questo, a segnalarci le situazioni sospette. E lo fanno tramite un referente, che ha ricevuto una formazione: così si haun’informazione qualificata. Invece una segnalazione sbagliata può essere controproducente». Il maggiore ha poi fornito consigli e accorgimenti per difendersi da furti e truffe.

«La Guardia di Finanza – ha spiegato il comandante Soragnese – concorre alla pubblica sicurezza. La prefettura vuole la partecipazione della guardia di finanza perché bisogna uscire dalla concezione del delinquente solo come chi compie reati contro il patrimonio (furti, truffa, ecc.): ci sono molte altre violazioni che incidono sulla collettività, per es. i reati ambientali. La Guardia di Finanza privilegia segnalazioni di questo tipo. Il Controllo del Vicinato è collettore di segnalazioni, con persone qualificate, perché non tutti hanno la conoscenza giuridica di ciò che è reato».

«Si può dire – ha spiegato il commissario capo Cavallari – che il controllo di vicinato è una cosa che preesisteva e che col tempo si è perso, quando siamo diventati una società più individualista. Solo conoscendo chi frequenta il proprio quartiere è possibile fare delle segnalazioni fondate e mirate alle forze dell’ordine.Uno strumento utile, da usare con criterio. L’intervento è sempre prerogativa delle forze dell’ordine, mai sostituirsi a loro».

«La polizia locale dell’Unione dei Comuni del Miranese – ha concluso il comandante Cimino – si sta riorganizzando. A breve partirà la polizia di prossimità, fatta da nostri equipaggi formati appositamente per il contatto con le persone e il controllo del territorio, per monitorare le nostre città, acquisire informazioni utili e orientare i nostri servizi in maniera più efficace. Dei nostri agenti seguiranno appositamente il Controllo del Vicinato, relazionandosi con i responsabili. Importante, poi, lo scambio informativo con forze dell’ordine. Noi siamo sempre a disposizione dei cittadini nei nostri uffici».

 

A.V.