Mirano invasa dalle nutrie, pronto il piano

Ormai sono ovunque. Ovunque vi sia un corso d’acqua e un argine da scavare. Mirano invasa dalle nutrie, anche il Comune ora corre ai ripari e firma una convenzione per il controllo del fenomeno.

In città le segnalazioni si moltiplicano e non risparmiano neppure quegli angoli storici e incantevoli della città, come il parco Belvedere, con il suo caratteristico specchio d’acqua davanti al Castelletto. Qui un tempo nuotavano splendidi cigni e si mostravano ai bambini regali pavoni. Adesso sono le nutrie a farla da padrona. “Ridateci il parco e i suoi animali”, chiedono ora i miranesi, tra fastidio e paura di fronte allo scorrazzare dei nuovi inquilini.

Una diffusione ormai incontrollata quella delle nutrie, che continua a creare danni sia alle coltivazioni agricole che agli argini, provocando una progressiva erosione delle sponde, con rilevanti rischi idraulici.

Fino a qualche anno fa, la limitazione della proliferazione di questo roditore, importato in Italia dal Sudamerica a scopo di allevamento commerciale, era affidata alle Province che, con specifici piani di controllo, hanno contribuito a limitare i danni. Quando nel 2014 la nutria è stata inserita tra le specie di fauna nociva, al pari di topi, talpe e ratti, l’onere del controllo è passato ai comuni, che tuttavia non erano attrezzati allo scopo e quindi il contenimento ha subito un arresto. Solo nel 2016 la Regione ha introdotto nuove misure, approvando un piano di controllo triennale che prevede la gestione da parte della Città metropolitana nel territorio non urbanizzato e dei comuni nelle zone urbanizzate.

Proprio quello che ora ci si appresta a fare a Mirano: il Comune ha aderito alla convenzione che consente la gestione a quattro mani del problema, così da avere a disposizione un servizio fornito da operatori qualificati ed esperti in tutela della fauna selvatica, della flora e di vigilanza ambientale. Questi avranno il compito di monitorare il fenomeno e gestire le catture su chiamata del Comune o dei singoli cittadini. La convenzione prevede per il Comune un costo di 500 euro all’anno più un contributo per lo smaltimento degli animali abbattuti calcolato per chilo (per l’esattezza 0,995 al chilo) in quanto rifiuto speciale.

Presto sarà indicato ai cittadini come segnalare la presenza di nutrie in aree sia pubbliche che private.

Filippo De Gaspari