A Mirano la tradizione si celebra a messa

Torna il latino nelle chiese

MIRANO. C’è un luogo a Mirano dove la preghiera affonda le radici nella storia della Chiesa e dell’uomo. A San Leopoldo Mandic, seconda parrocchia cittadina, da qualche tempo è stata introdotta la messa in latino secondo il rito romano antico, voluta da un gruppo di fedeli e concessa dalla curia di Treviso una volta al mese. La celebrazione, che riprende i riti preconciliari, è stata liberalizzata nel 2007 da papa Benedetto XVI ed è la sola in questa parte di provincia, raggruppando fedeli “tradizionalisti” da tutto il Miranese e non solo. Ora l’iniziativa è stata promossa e a partire dal 13 novembre, la cosiddetta “messa tridentina” sarà celebrata la domenica anziché il sabato pomeriggio. L’appuntamento dal mese prossimo è dunque ogni seconda domenica del mese alle 8.15 del mattino. Da alcuni mesi inoltre, il celebrante non è più monsignor Giuseppe Vardanega: la Curia di Treviso ha infatti incaricato in modo ufficiale la Fraternità Sacerdotale di San Pietro, fiorente e giovane congregazione legata in modo esclusivo alla liturgia romana pre-conciliare, nella persona del francese don Jean-Cyrille Sow, cappellano della chiesa veneziana di San Simeon Piccolo. Il motivo che ha portato alla decisione di promuovere la messa alla domenica è legata alla volontà di consentire al sacerdote di celebrare la messa festiva propria della domenica, cosa che agli istituti religiosi di tipologia tradizionale non è consentita nel giorno di sabato. Per il gruppo curatore e per le decine di fedeli provenienti da tutto il comprensorio che ogni mese prendono parte alla suggestiva celebrazione, si tratta di una novità più che positiva, anche perché, a dispetto di quanto si possa pensare, la messa in rito romano antico piace e avvicina sempre più fedeli di ogni età, affascinati dal recupero del senso profondo e intimo della celebrazione com’era in origine. Il gruppo di laici che ha portato la novità tra i fedeli del Miranese e in particolare di Mirano, denominato “Gruppo Fedeli Tridentini della Terraferma Veneziana”, punta ora a creare una rete di parrocchie del veneziano, non necessariamente afferenti alla Diocesi di Treviso, in cui la liturgia tradizionale sia stabilmente celebrata. «L’obiettivo è individuare», dicono, «alcuni centri che diventino per i fedeli un porto di sicura dottrina, nonché oasi di autentica spiritualità cattolica in questi tempi di crisi e disorientamento in cui il secolarismo, il relativismo e l’indifferentismo religioso la fanno ormai da padrona e hanno purtroppo abbracciato anche ampi settori del cattolicesimo istituzionale».
Filippo De Gaspari