Mobilità sostenibile, San Donà premiata come Comune ciclabile 2018

San Donà di Piave tra i 30 comuni italiani, su oltre 8mila, insigniti di bandiera gialla per la ciclabilità dalla Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). Ottenendo un punteggio elevatissimo, quattro su cinque, dovuto anche all’inserimento della città nel percorso della Ciclovia dell’Amicizia Monaco Venezia. Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato a Rimini, nell’ambito della presentazione della Ciclovia Adriatica. «Il premio arriva al culmine di un lungo percorso, iniziato all’inizio di questa amministrazione con l’adozione del piano della ciclabilità – così il sindaco Andrea Cereser – che è stato base per la promozione e la messa in sicurezza dei percorsi di mobilità sostenibile».

Tra gli elementi che sono stati valutati positivamente dalla giuria di Fiab l’elevata densità di percorsi specifici per la bicicletta, in tutto circa 35 km, di cui 30 km di piste ciclopedonali, 2 di piste ciclabili, 3 di corsie ciclabili. «Partecipare a questo premio è stata occasione per confrontarci con altri comuni, misurando le nostre politiche con le esperienze altrui. Per questo un punteggio di 4 su 5 ci inorgoglisce ancora di più – commenta l’assessore alla mobilità Lorena Marin, che ha ritirato il premio – Sono state particolarmente apprezzate le attività proposte, da Bimbimbici al Pedibus, con le sue 9 linee attive, fino alla Settimana Europea della Mobilità, oltre alla presenza di aree pedonali, di zone trenta e all’inserimento della città in ampi itinerari ciclabili».

A ritirare il premio anche il vicepresidente di Fiab San Donà, Flavio Boccato. Sono previsti incontri tra i vari comuni premiati per confrontare le reciproche politiche, imparando gli uni dagli altri. «Viviamo questo riconoscimento non come un punto di arrivo ma come uno stimolo a fare di più e meglio per la promozione della mobilità sostenibile – conclude l’assessore Marin – Non è solo questione di realizzare più percorsi ciclabili ma di invogliare più persone a utilizzare questo mezzo».

Pierluigi Tamburrini