Il Mose bloccato…dalle cozze

I mitili mettono ko il bestione

Si chiama in gergo scientifico “fouling” ovvero incrostazione da molluschi. È questo il fenomeno che in questi giorni sta paralizzando i lavori al Mose. I cassoni di cemento affondati due anni fa e su cui ora dovranno essere posate le paratie, sono stati colonizzati dai mitili che le usano come case. I tecnici sommozzatori sono ora all’opera per rimuovere gli strati di cappe, peoci e sedimenti vari che, se lasciati proliferare, impedirebbero il corretto funzionamento dell’opera costatata finora 5 miliardi e travolta dallo scandalo delle tangenti.


Una manutenzione difficile quella del Mose i cui costi, stimati dal Consorzio Venezia Nuova in 20 milioni l’anno, sono lievitati ora ad 80. «Siamo già al lavoro per ripulire i cassoni, le prime paratoie saranno calate a fine gennaio», rassicura intanto il commissario Luigi Magistro. Le cozze non sono però l’unico problema: oltre ai vari contenziosi legali con le aziende appaltatrici, c’è anche la questione “jack up”. La nave da 50 milioni per la posa subacquea delle paratie, pronta da tre anni, è infatti stata riparata ma necessita di un collaudo senza il quale si dovrebbe ricorrere ad un altro macchinario che però ha bisogno di una superficie pulita da sedimenti per poter operare.

G.N.P.