Mose, processo rinviato

Pochi minuti di udienza e subito un rinvio,  per gli ultimi cinque imputati per lo scandalo del Mose, i grandi accusatori e collaboratori dell’accusa – da Piergiorgio Baita a Claudia Minutillo – per cui la Procura aveva congelato il procedimento. Ora si riprende, davanti al giudice per l’udienza preliminare Gilberto Stigliano Messuti, ma i tempi si annunciano lunghi. Il primo rinvio di ieri è stato determinato dalla necessità di riunire a questo fascicolo principale un altro procedimento minore, che vede Baita accusato di alcuni reati fiscali, sempre legati al Mose, e per cui l’udienza preliminare era già fissata per il 27 marzo davanti al gup Roberta Marchiori.

Ieri il gup Stigliano Messuti ha rinviato l’udienza al prossimo 29 maggio, quando si potrà procedere alla riunione. Ma il tempo dovrebbe servire anche a definire gli eventuali riti alternativi. Molti sarebbero interessati al patteggiamento, che per i reati fiscali, però, è possibile solo se si è estinto il debito con l’erario. Cosa che non è ancora avvenuta, anche se la Mantovani si è accordata per una rateizzazione con l’Agenzia dell’erario. Per le difese dovrebbe bastare, per la Procura serve l’estinzione. Questione che sarà trattata nella prossima udienza, quando si costituiranno anche le numerose parti civili. Ieri c’era una schiera di avvocati in rappresentanza di ben quattro ministeri, Comune, Regione, Città metropolitana, Consorzio Venezia Nuova. Assenti i cinque imputati, accusati a vario titolo di corruzione e reati fiscali. Oltre a Baita e Minutillo (l’unica a cui è contestata solo la corruzione), Pio Savioli, Nicolò Buson e Mirco Voltazza.

A.V.