Muore durante l’operazione

sotto inchiesta undici sanitari

Undici sanitari indagati dalla Procura di Venezia con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. L’episodio per il quale il sostituto procuratore Maria Rosa Liistro ha aperto un fascicolo riguarda un intervento cardiologico avvenuto nella giornata di sabato all’ospedale di Mirano su un paziente di 77 anni, residente a Vicenza, il quale due giorni più tardi è deceduto nel reparto di Rianimazione.

A trasmettere gli atti alla magistratura è stata la stessa Ulss 3 Serenissima (da cui dipende la struttura ospedaliera miranese) con l’obiettivo di garantire tutti gli accertamenti necessari a capire cosa sia successo, se vi sia un nesso di causa tra l’intervento chirurgico e il decesso e per individuare eventuali responsabilità da parte di chi ha operato. Fondamentale a questo fine sarà anche l’esame delle cartelle cliniche e della documentazione pre e post operazione.

Il caso è ancora coperto dal massimo riserbo, ma da quello che si è potuto apprendere, l’intervento sarebbe stato di routine, per curare una forma di aritmia, solitamente trattata con farmaci prima di ricorrere ad un’operazione chirurgica. Nel caso specifico pare che il paziente non tollerasse gli anticoaugulanti. Di quale intervento si sia trattato ancora non è dato sapere, anche perché il campo d’azione dei cardiologi è abbastanza ristretto al campo dell’angioplastica, stent e ad altre limitate casistiche: il reparto di Cardiochirurgia, quello preposto a intervenire sul cuore a tutti i livelli, a Mirano è stato infatti chiuso nel 2015 e il personale specializzato è stato trasferito in gran parte all’Angelo di Mestre.
Il pm Liistro ha già disposto l’autopsia, conferendo l’incarico al medico legale Antonello Cirnelli che la eseguirà lunedì.

Sul registro degli indagati sono stati iscritti i nomi di tutti i sanitari – medici, anestesisti e infermieri – che, all’interno del reparto, si sono occupati del caso: una tutela per tutti che, in questo modo, avranno la possibilità di partecipare agli accertamenti nominando un esperto di propria fiducia. Soltanto le analisi effettuate a seguito dell’autopsia potranno fornire risposte precise, e dunque accertare se vi sia qualche responsabilità e a carico di chi. Per questo motivo la Procura mantiene la massima cautela.

A.V.