Nasce il tavolo permanente sulla povertà

A Treviso a favore dei richiedenti asilo e senza fissa dimora

È stato costituito la settimana scorsa a Treviso dall’assessore alla coesione sociale Roberto Grigoletto, il tavolo permanente sulla povertà del quale fanno parte tutte le associazioni e i gruppi che operano a favore delle persone in situazione di povertà ed emarginazione sociale: Caritas, Cooperativa LA ESSE, Sant’Egidio, Operatori di strada, Caminantes, Civico 63, comunità parrocchiale di Santa Maria sul Sile.

È la prima esperienza in ambito provinciale e che il Comune di Treviso ha fortemente voluto non solo per proseguire il lavoro svolto in occasione anche dell’ultima emergenza freddo ma per progettare e coordinare in maniera sinergica una politica sulla marginalità.
Una politica quindi che dovrà occuparsi di vecchie e nuove povertà: i senza fissa dimora ma anche i richiedenti asilo usciti dai percorsi di accoglienza e che si ritrovano praticamente in strada.
Lo stesso assessore Grigoletto ha commentato:”Una nuova emergenza si profila e con dimensioni importanti. Se i tempi di permanenza nelle strutture dei richiedenti asilo (che comunque vanno assolutamente ridotti di numero e, quando non hanno diritto, rimpatriati) rimarranno quelli previsti adesso, ci si troverà a dover affrontare una emergenza nella emergenza. Chiediamo alla Prefettura: chi dovrà occuparsi di loro? Spero che in qualcuno non alberghi l’idea che da un certo punto in poi è un problema del Comune e delle associazioni di volontariato o della Caritas”.
Il tavolo permanente è composto proprio da associazioni che oltre ai senza fissa dimora pensano a offrire un riparo e un pasto caldo anche a chi, una volta ottenuto lo status di profugo, si ritrova da solo automaticamente in strada.
“Faremo un lavoro di ricognizione e, dati alla mano, di previsione; condizione per non doverci ritrovare in situazioni di emergenza che rischiano di degenerare – continua Grigoletto e aggiunge – Il Comune, grazie al lavoro che faremo a questo tavolo, aprirà una interlocuzione franca con la Prefettura: diremo quello che, sulla scorta delle esperienze di chi opera sul campo, può accadere; diremo quello che possiamo fare e quello che non possiamo fare. Il fenomeno della immigrazione va governato, non subíto”. E conclude: “Sono contento di aver ricevuto dalle associazioni e dai gruppi del tavolo la volontà e la disponibilità a lavorare insieme. Li ringrazio tutti i trevigiani che danno una mano, in qualsiasi modo: rappresentano il volto bello, generoso e altruista della nostra città”.

Matteo Venturini