Nessuna paura del quorum

Il “regalo” per raggiungere il quorum del referendum sull’autonomia del Veneto, unico impedimento la trattativa con il governo, è un doppio “santino” con il leone di San Marco, che Luca Zaia estrae della tasca: «Ne ho stampato 4 milioni e 75 mila copie, uno per ogni elettore. Sono le ricevute che il presidente di seggio rilascerà dopo il voto, dato che non è possibile timbrare la tessera elettorale. Il ministero degli Interni non ce l’ha concesso e noi ci siamo arrangiati. Ricordatevi, basta la carta d’identità. Io alle 6,45 di domenica sarò davanti alle scuole di San Vendemiano con gli scrutatori e voterò come sempre con la mia gente, che va a messa presto alla mattina», spiega Luca Zaia.
«Il voto di domenica riguarda tutti i veneti senza distinzione di tessere e partiti. La campagna elettorale è stata correttissima, nemmeno una rissa perché hanno capito che si tratta di una grande opportunità, di una pagina bianca di storia da scrivere». Ma non si sprecano 14 milioni di euro per un voto inutile, visto che poi la trattativa va comunque avviata con lo Stato?

«No, affatto», risponde Zaia. «per tre volte ho chiesto l’election day e il governo ce l’ha negato. Ho persino depositato un memoriale alla Corte dei Conti per evitare azioni di responsabilità contro la regione. Il panorama è cambiato perché dal 2001 solo Veneto e Lombardia hanno chiesto di avviare la procedura di negoziato prevista dall’articolo 116 della Costituzione, ma è evidente che con la spinta del popolo la nostra forza sarà decisamente maggiore. Ora anche la Puglia, la Liguria, il Piemonte e la Calabria chiedono maggiore autonomia, mentre l’Emilia Romagna ha già avviato la procedura per il negoziato che non sarà chiuso in una settimana. Ci vorranno almeno sei mesi».

Ma cosa succederà dal 23 ottobre, spenti i riflettori sulle urne? «Il risultato dovrà essere approvato dalla Corte d’Appello, poi la giunta regionale approverà la delibera con le funzioni da negoziare con il governo Gentiloni: ci sono 23 competenze che possono essere trasferite da Roma a Venezia perché noi siamo più bravi e offriamo servizi migliori a costi più bassi. Penso alla previdenza complementare, ma anche alla giustizia civile per gli arbitrari dei giudici di pace: questa materia può essere affidata alla Regione come suggerisce Confartigianato».Ultimo dubbio: ma se non si raggiunge il quorum, Zaia si dimette e si candida a premier del centrodestra? «No, ho fatto solo il mio dovere dando applicazione a una legge del consiglio regionale. Resto a Palazzo Balbi».

A.C.M.