NEWCO AUTOVIE, per Riccardo Riccardi (FI) la RegioneFVG è “Cornuta e mazziata”

“Noi copriamo le spese ma chi comanda è l’Anas”. Riccardo Riccardi, attuale capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, già assessore alle infrastrutture nella giunta Tondo e, soprattutto, candidato in pectore per la corsa alla presidenza in Fvg, non ci sta e va decisamente giù duro in merito alle modalità con le quali sarà costituita la nuova società che subentrerà ad Autovie Venete nella concessione per gestire la A4 Venezia – Trieste, nonchè la A28 Portogruaro – Conegliano, la A34 Villesse – Gorizia e parte della A23 Udine – Tarvisio.
“La Regione – dice – su questa operazione è praticamente cornuta e mazziata. Pur detenendo infatti la maggioranza delle azioni la Regione si farà carico della totalità delle garanzie necessarie per far star in piedi l’operazione della Newco, peraltro raddoppiate rispetto alla scorsa legislatura, e nello stesso tempo lascerà però il bastone del comando all’Anas che potrà contare sulla figura dell’Amministratore Delegato.

Il fatto che al Fvg sia destinata la presidenza della società vuol dire poco o nulla – sottolinea ancora Riccardi – perchè sarà praticamente l’Anas a dettare i tempi rispetto alla gestione. Tutto ciò in spregio all’autonomia della nostra regione per cui, alla fine, sarà l’ennesimo favore di Debora Serracchiani allo Stato”.

La newco attualmente è in fase di costituzione e si attende il via libera da parte del Governo all’Anas per la definizione sulle basi del protocollo d’intesa già siglato dove si stabilisce che la Regione Fvg potrà detenere una quota non superiore al 54%, l’Anas avrà una presenza massima pari al 43,9% mentre la Regione Veneto, cui verrà assegnata la vicepresidenza, si attesterà sul 6%. La società avrebbe dovuto essere pronta già con il 1 aprile, essendo scaduta il 31 marzo la concessione in capo ad Autovie Venete, ma era già comunque prevista una eventuale fase di proroga che inizialmente era prevista di due anni ma che il Governo sembrerebbe intenzionato ad allungarla a tre.

Un’operazione che però va a coincidere con le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale che si terranno nella primavera del prossimo anno, per cui, seppur il percorso sia già stato tracciato, non è escluso che ci possano essere modifiche, seppur poco probabili.

“E’ chiaro – rileva Riccardi – che non sarà per niente facile cambiare quanto è stato già definito, però ritengo che ci possano essere comunque gli spazi per poter garantire alla Regione un ruolo maggiormente incisivo ed efficace per cui nostra intenzione è monitorare costantemente l’evolversi della situazione, dopo di che valuteremo a tempo debito il da farsi”.

Al riguardo anche il Movimento 5 Stelle ha preso posizione attraverso la sua consigliera regionale Elena Bianchi la quale ha sottolineato che “si sarebbe potuto trovare una soluzione più in house, evitando così l’intervento particolarmente invadente di Anas.”

“Il problema vero – ha aggiunto – ancora una volta riguarda la continua sottomissione della nostra Regione allo Stato. Da una parte la presidente impone riforme pesanti a livello locale, come quella sanitaria e quella delle Unioni territoriali intercomunali, per fare da apripista in Italia, dall’altra è pronta a cedere allo Stato risorse economiche importanti”.

Si prospetta dunque uno scenario alquanto difficile e complesso, se non altro sotto l’aspetto politico, per la Newco, mentre, nel frattempo, Autovie Venete fa sapere che “procedono a pieno ritmo i lavori nel tratto della A4 compreso fra Alvisopoli e Gonars, dove sarà realizzato il terzo lotto della terza corsia.”

Sono già entrate nel vivo, infatti, le attività del cantiere che corre a fianco dell’infrastruttura, dalla realizzazione delle nuove strade poderali a servizio dei fondi agricoli e delle proprietà, alla realizzazione dell’allargamento vero e proprio dell’autostrada, dal disboscamento, allo spostamento delle interferenze e alla bonifica da ordigni bellici, ormai pressoché completata.
Cantiere nel cantiere l’area dove verrà costruito il nuovo ponte sul fiume Tagliamento. Qui è in fase di avanzata realizzazione il capannone all’interno del quale verranno prodotti i conci (enormi manufatti da 90 tonnellate l’uno) che, assemblati gli uni agli altri andranno a “comporre” l’impalcato del nuovo ponte. L’edificio (150 metri di lunghezza, 20 di larghezza per un’altezza di 13 metri), ospiterà la lavorazione che inizierà fra giugno e luglio e che prevede una produzione di un migliaio di pezzi. Qui, attualmente, sono operative 22 persone – al lavoro sei giorni su sette- che saliranno a 40 man mano che le operazioni entreranno a regime.

Sempre nell’area del cantiere di prefabbricazione del ponte, funziona un impianto per la produzione di calcestruzzo che comprende anche una serie di silos contenenti la materia prima (complessivamente è previsto l’utilizzo di 45 mila tonnellate di calcestruzzo); nell’area golenale del Tagliamento, invece, è in funzione un impianto per la produzione di “bentonite” un materiale più leggero che viene usato per il sostegno delle pareti scavate dei pali in attesa del loro riempimento con il calcestruzzo.

Complessivamente, fa presente Autovie Venete, sono 150 le maestranze già impegnate nei lavori, molte delle quali provengono dal Friuli Venezia Giulia e dal Veneto. Già partite anche le operazioni di scavo per la realizzazione delle fondazioni dei due ponti, uno per carreggiata, che verranno realizzati per l’attraversamento del fiume Tagliamento. Ogni pila del ponte è composta da otto pali tangenti del diametro di 1 metro e mezzo che saranno scavati nel terreno fino a una profondità di 75 metri. In totale le pile saranno 38 (304, quindi, i pali utilizzati), 19 per ogni carreggiata. Si tratta di una fase di lavorazione particolarmente delicata in quanto richiede un’elevata precisione per ogni singola parte, perché ogni modifica nell’inclinazione – seppur infinitesimale – può compromettere il risultato finale.

Lucio Leonardelli