No alla carta di identità per i profughi

Mozione della Lega a Caorle.

Ennesima iniziativa a Caorle della dinamica consigliera comunale della Lega Nord Rosanna Conte la quale, dopo aver portato alla luce la questione relativa alla lettera dell’amministratore della Caorle Investimenti Carlo Casella che il Sindaco (ancorché fosse loro indirizzata) non ha mai fatto pervenire ai consiglieri comunali se non dopo la presa di posizione dell’esponente leghista, ha presentato una mozione a sostegno dell’azione avviata dal Sindaco di Oderzo Maria Scardellato e ripresa da altri Sindaci veneti, tesa a non rilasciare la carta d’identità ai profughi.

Un’azione forte, che non ha mancato di suscitare polemiche, che ha comunque avuto l’appoggio, tra gli altri, anche del Presidente della Regione Luca Zaia che, al riguardo, aveva sin da subito dichiarato: “Spero che l’esempio del primo cittadino di Oderzovenga colto da tutti, perché pone una questione giuridica molto seria, di interpretazione della legge. Non si capisce perché un immigrato che arriva qui e attende lo status, pur sapendo che per due su tre non ci sarà il riconoscimento dell’asilo e che sarà impossibile rimandarli a casa, debba ricevere in maniera preventiva una carta d’identità. Non deve funzionare così”.

Zaia ha pure replicato alla critica legata alla necessità di identificazione dei migranti durante la loro permanenza sul territorio italiano, in attesa della verifica sul loro status. «Se il problema è identificare – ha detto – si faccia un documento alternativo per i richiedenti asilo ma, finché non sono profughi, non è corretto a mio avviso. Come ha dimostrato il sindaco di Oderzo, se ci sono i termini giuridici per non farlo, è bene che tutti i sindaci facciano così. I profughi veri hanno le porte aperte: quelli che sono scappati dalla morte e dalla fame, non quelli che arrivano con lo smartphone in perfetta forma fisica».

Da qui dunque la presentazione della mozione da parte dell’esponente della Lega di Caorle la quale “ invita il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, nelle more di disposizioni ufficiali e chiarificatrici da parte dei competenti enti, a rigettare le domande per l’iscrizione all’anagrafe presentate da soggetti muniti del solo permesso di soggiorno per richiedenti asilo ovvero di documenti che non comprovino la sussistenza del requisito “soggettivo” di identificazione”.

Nelle premesse si fa presente che “gli ultimi dati sulla immigrazione (Rapporto Fondazione ISMU) evidenziano un crescente flusso migratorio proveniente dai Paesi dall’Africa sub-sahariana verso l’Italia e che tale flusso è destinato ad incrementare, nel corso dei prossimi anni, anche in ragione del fatto che in quelle aree è previsto un boom demografico senza precedenti.”

E ancora: “Il Governo italiano, in questi ultimi anni, ha già impegnato importanti risorse economiche per questa questione, e che le Prefetture del Veneto, su indicazione del Ministero dell’Interno, stanno provvedendo ad emanare appositi bandi allo scopo di affidare, per lo più a cooperative del settore, la gestione di tutte le attività legate a tale flusso”.

“In queste ultime settimane, a fronte dell’aggravarsi della situazione, sono numerosi – si legge – i Comuni presso i quali migranti in attesa di ottenere lo status di rifugiato dalla competente Commissione Territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato e della protezione internazionale, richiedono l’iscrizione alla rispettiva anagrafe comunale”.
Si sottolinea quindi che “il rilascio della residenza, così come stabilito dalla vigente normativa, postula sempre una duplice ed indefettibile verifica da parte dell’Ufficiale d’anagrafe, ovvero l’accertamento dell’identità di chi presenta la domanda (presupposto soggettivo) nonché la maturazione del requisito della dimora abituale all’interno del territorio comunale (presupposto oggettivo). “

La mozione evidenzia che “Mentre sul presupposto “oggettivo” non paiono sussistere dubbi interpretativi, per quanto attiene il presupposto “soggettivo”, esso non pare trovare alcuna deroga in disposizioni speciali per i richiedenti asilo. Il permesso di soggiorno per richiesta di asilo e/o la ricevuta attestante la presentazione della richiesta di protezione internazionale sono documenti che, pur muniti di fotografia dell’interessato rilasciati dalla competente Questura, non offrono comunque alcuna certezza circa la effettiva ed inequivocabile identificazione del soggetto richiedente ritrattato nella medesima fotografia, allorché le generalità riportate sono frutto delle sole dichiarazioni rese dell’interessato al momento della registrazione nel sistema di accoglienza e che quindi le medesime generalità non sono verificate da alcuna Autorità pubblica, proprio in ragione del fatto che manca qualsiasi voglia prova certa circa la effettiva identità dell’intestatario ”.

“E’ una vicenda – dice Rosanna Conte – che sta determinando estrema incertezza e preoccupazione sia tra i numerosi Sindaci del Veneto, lasciati, di fatto, dal Ministero dell’Interno a gestire questa complessa situazione, sia tra i cittadini, in particolar modo tra coloro che vivono in prossimità degli hub dove vengono accolti i migranti. “

Lucio Leonardelli