Nuova frenata per la separazione

Separazione Venezia-Mestre - Pigozzo, Zottis e Fracasso (PD): “Il Governo conferma l’illegittimità del referendum. La Regione rispetti la legge e si fermi per evitare il rischio di danno erariale”.

Venezia-Mestre – “Non ci voleva molto a capire che il referendum, così confezionato, fosse illegittimo. Abbiamo sempre detto che il referendum è uno strumento democratico sacrosanto, ma se ci sono delle regole, vanno rispettate, non calpestate. La maggioranza, invece, per una polemica politica tutta interna tra la Lega e Brugnaro, ha preferito tirare dritto esponendosi a una figuraccia. E speriamo che si fermino, per evitare che, oltre la beffa, si arrivi al danno erariale”. Commentano così i Consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo e Francesca Zottis, e il Capogruppo Stefano Fracasso il nuovo parere negativo del Governo sulla consultazione per la separazione tra Venezia e Mestre.

“La risposta inviata dal sottosegretario agli Affari Regionali Gianclaudio Bressa a Zaia e al prefetto Boffi, che aveva chiesto chiarimenti, non lascia dubbi. Con l’entrata in vigore della legge Delrio e l’istituzione delle Città metropolitane – puntualizzano – la delibera della Regione non è legittima: l’iter per le separazioni amministrative va avviato dal Comune capoluogo e sul referendum conseguente devono essere chiamati alle urne tutti i residenti della Città metropolitana. Non solo quelli di Venezia e Mestre. In aula avevamo rilanciato l’allarme scegliendo di non partecipare al voto su un provvedimento sbagliato. È stato grave non tener conto né del parere dell’Ufficio legislativo di Palazzo Chigi, ribadito ieri a Zaia e al prefetto né dell’Ufficio legislativo del Consiglio regionale. Senza considerare, poi, che il Governo ha già presentato ricorso alla Corte Costituzionale. Aspettare l’esito dei ricorsi sarebbe stata logico, ma per la Lega c’era l’urgenza di fare la guerra a Brugnaro, incuranti delle conseguenze. Vedremo se ora Zaia si prenderà la responsabilità di convocare i comizi elettorali per votare il 22 ottobre insieme al referendum sull’autonomia”.

“Da parte nostra – concludono Pigozzo, Zottis e Fracasso – siamo sempre pronti al confronto per capire come far funzionare al meglio la Città metropolitana e a discutere del futuro di Venezia e Mestre. Ma questo non può prescindere dal rispetto della legge e dei cittadini che vengono così presi in giro due volte, promettendo qualcosa che non può essere raggiunto, almeno con queste modalità. Questo ‘uso improprio’ delle istituzioni finisce inevitabilmente per dare ulteriore fiato alle trombe dell’antipolitica”.

Giorgio Gasco