Nuova risonanza magnetica per tutte le tipologie di esami all’Ospedale di San Donà di Piave

Un sistema all'avanguardia.

L’ospedale civile di San Donà di Piave si è arricchito di un altro “gioiello tecnologico”. Si tratta di una nuova risonanza magnetica da 1,5 tesla,fornita cioè di un magnete talmente potente da eseguire con elevata risoluzione tutte le più importanti tipologie di esame, come gli studi approfonditi sul sistema nervoso centrale, sul distretto cervicale, torace, addome e apparato muscolo-scheletrico.

L’apparecchiatura installata con un investimento di 1,5 milioni di euro (lavori strutturali inclusi) garantisce in primo luogo un buon comfort: il “gantry”, cioè il tunnel dove viene posizionato il paziente, è più ampio di 10 centimetri rispetto alle apparecchiature standard, ciò consente anche a claustrofobici e obesi di accedere ad esso.

La macchina è inoltre fornita dei pacchetti opzionali che ne permettono un ampio utilizzo, come il “pacchetto cardiologico” per l’esecuzione di diagnosi approfondite nell’ambito delle aritmie, infarti particolari, malattie da stress e altro; quindi il “pacchetto senologico” che garantisce il massimo livello tecnologico possibile nell’ambito della diagnostica tumorale mammaria.
Straordinari sono anche i lavori strutturali eseguiti per accogliere la nuova apparecchiatura. Oltre al completo rifacimento dell’area che ospita la Risonanza Magnetica, i lavori coordinati dai Servizi Tecnici dell’Ulss10 hanno previsto anche l’installazione un nuovo impianto di areazione e un foro sulla parete esterna dell’ospedale (a ridosso del pronto soccorso) per introdurre il magnete dal peso di 5800 kg.

La presentazione con la relativa inaugurazione sono avvenute alla presenza del Vicepresidente della Regione Gianluca Forcolin, del Sindaco di San Donà di Piave Andrea Cereser, del Consigliere regionale Fabiano Barbisan, del Direttore generale dell’ Ulss 10 Carlo Bramezza oltre che degli operatori della radiologia, sia di San Donà che di Portogruaro.

“Con la nuova Risonanza Magnetica da gennaio, all’ospedale di San Donà di Piave – ha sottolineato Bramezza – verranno fornite prestazioni diagnostiche in precedenza non possibili per l’assenza di tale apparecchiatura, pertanto gli utenti venivano inviati all’ospedale di Portogruaro o in strutture convenzionate del territorio, fornendo di conseguenza una gamma di servizi ancora maggiore che va a potenziare quelli già eccellenti prestati attualmente nelle tre strutture ospedaliere presenti nell’ambito della nostra Ulss “.

Riguardo all’enorme numero di prestazioni fornite dalla radiologia dell’Ulss10, Bramezza ha sottolineato che da gennaio a novembre 2016 sono state eseguite 94.376 prestazioni radiologiche solo per utenti esterni, di queste 34.442 all’ospedale di San Donà (sprovvisto di RM). I relativi tempi d’attesa sono inferiori a una settimana per le risonanze osteoarticolari, per tutte le altre risonanze vengono rispettati i tempi d’attesa previsti dalla normativa vigente.

Infine è stata implementata anche la pianta organica della Radiologia dell’Ulss10 che, completate le ultime assunzioni, raggiungerà le 26 unità, di cui 9 all’ospedale di Portogruaro e 17 tra gli ospedali di San Donà e Jesolo: tra essi anche una radiologa esperta in senologia e la guardia che già allo stato attuale garantisce la refertazione nelle 24 ore.

“In questo clima natalizio – ha affermato Forcolin – un ulteriore giorno di festa per l’inaugurazione della nuova risonanza magnetica all’ospedale di San Donà di Piave. Dopo anni in cui l’ULSS veniva definita il fanalino di coda della sanità veneta, grazie al valido lavoro del Direttore Generale, dott. Carlo Bramezza ed alla concreta ed efficace azione politica della Regione del Veneto, abbiamo reso l’attuale Ulss10 “Veneto Orientale” (dal 1 gennaio ULSS 4) un’azienda sanitaria dotata di una propria programmazione e investimenti. Un passo alla volta si stanno attivando servizi che sono addirittura unici e verranno esportati nel resto d’Italia.”

Lucio Leonardelli