Ok alla “Candidatura delle Alpi” anche se fosse 2026

Ma Torino dice no

Dopo i Mondiali di sci del 2021, Cortina avrà la possibilità di avere anche le Olimpiadi invernali del 2026. Dovrà condividerle con Milano, forse anche con Torino, ma niente male. Tra le 15 discipline, lo sci sarà ampezzano. È quanto ha deciso la Commissione dei 12 saggi del Coni. Il voto in Consiglio generale, dopo la seduta della giunta. In ottobre la candidatura sarà inoltrata al Cio, che deciderà fra un anno, in settembre. La concorrente più temuta è Stoccolma, ma Giovanni Malagò, il presidente del Coni, fa spallucce (almeno quando nessuno lo vede).

«Auspichiamo una candidatura congiunta con le tre città», afferma Malagò, «per far sì che ci sia una vera candidatura del paese, una candidatura italiana». Sarà probabilmente chiamata la “Candidatura delle Alpi”, per cui ci sarà un trattamento alla pari fra Milano e Cortina, eventualmente Torino. L’adesione o meno del Piemonte è agganciata alla location dell’inaugurazione e della conclusione dei Giochi, pretesa da Milano e da Torino, appunto. Il Tridente, ammette il numero uno del Coni, «è una novità assoluta nella storia del processo delle candidature. È stato ottenuto dal Cio la possibilità di avere un riscontro di pari dignità da parte delle tre città». In sostanza, nessuna città capofila.

Soddisfazione anche a Venezia, con Luca Zaia, e a Cortina, con il sindaco Gianpietro Ghedina e Alessandro Benetton, presidente della Fondazione Cortina 2021. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il Governatore Attilio Fontana, hanno detto anche loro di sì, ma rivendicando “una governance chiara”; come dire: la regia è nostra. Soddisfatto, a quanto pare, anche il Governo, che sapeva già tutto da venerdì. Il M5S cerca di vincere le ultime resistenze dei pentastellati torinesi. «Attenzione», ha detto ieri Malagò, «questa è un’occasione più unica che rara».

Il Comitato olimpico ha dato tempi stretti all’Appendino per decidersi: entro le 15 di oggi, quando è previsto il voto del Consiglio nazionale. Nella scelta dell’unità ha pesato molto anche l’aspetto dei costi-benefici: «Questa è in assoluto la candidatura che costa di meno, a detta della commissione di valutazione delle singole candidature. Si è cercato di prendere il meglio da ogni singolo dossier».Le candidature sarebbero costate 380 milioni a Cortina (con Trento e Bolzano), 385 a Milano, il doppio circa a Torino. Nello studio del dossier unitario, si indicheranno location dove non servirà costruire nuovi impianti, semmai riqualificare gli esistenti.

«Abbiamo fatto un capolavoro della diplomazia nel rispetto di tutte le candidate, cercando di non scontentare nessuno e valutando il rapporto costi-benefici», ha evidenziato Malagò, osservando che una proposta così avrebbe molte più chance di vittoria finale.Ma attenzione, non sono da escludersi sorprese. Se oggi non arrivasse il benestare piemontese, in consiglio si andrebbe con il ticket Cortina-Milano e con la proposta autonoma di Torino. A questo punto, scatterebbe il voto.

A.V.